Il sindacato torna a farsi sentire dopo il blocco totale dei sistemi informatici nella notte tra giovedì e venerdì, che ha mandato in tilt tutti e sette i Pronto Soccorso della provincia. Pallanch e Pilotti (ricordano che l'allarme era stato lanciato già la scorsa estate
“In un anno visitiamo 50mila pazienti. Il 60 per cento riguarda codici bianchi e verdi, quindi non urgenti. Solo il 10 per cento delle visite termina con il ricovero. Guido un gruppo di giovani preparati: fra noi il lavoro di squadra è fondamentale. Spiace quando la gente si lamenta per le attese ma non tutti hanno la stessa complessità"
Sono liberi professionisti in vari ospedali della provincia e hanno rassegnato le dimissioni. Così una apposita Commissione è andata a "pescare" una serie di sostituiti. Alla fine otto sono stati ritenuti idonei, ma solo tre sono specializzati. Ognuno coprirà circa 7 turni al mese, portando a casa fino a 6.700 euro. Attesa per il nuovo concorso
Gran lavoro in ospedale ma anche per Trentino Emergenza. Tra giugno e luglio la centrale ha gestito 10.700 interventi. Nonostante le raccomandazioni a non intasare i Pronto soccorso con codici minori per lasciare i medici e il personale sanitario concentrati sulle vere emergenze, purtroppo ai pazienti non rimane a volte altra scelta
I presenti, impauriti, sono stati costretti a rifugiarsi in sala d'attesa, fino a quando la situazione è tornata alla normalità. Anche un sorvegliante, intervenuto per aiutare gli infermieri e gli operatori socio sanitari, è stato preso di mira
In alcuni casi si è addirittura tornati alla carta. Degasperi (Onda) interroga la Giunta provinciale, denunce anche da Panebianco sindacalista della Fenalt: «Si perdono ore e i pazienti si sfogano sui lavoratori». Il sindacalista incalza sui costi: «Perché non interviene la Corte dei Conti?»
Il presidente della Provincia: «Lavoriamo con l’Azienda sanitaria per l’esenzione per tutti gli operatori della protezione civile che vanno in pronto soccorso a seguito di incidenti di servizio
In fase di passaggio dal vecchio al nuovo sistema – la migrazione parte il 4 giugno – potrebbero verificarsi rallentamenti dovuti all'apprendimento di nuove metodologie di lavoro, e in relazione all’affluenza di pazienti in pronto soccorso, con un prolungamento della permanenza soprattutto dei codici di urgenza minore
Hanno coperto circa 113 mila ore di servizio (oltre 9500 turni), il 47% in Pronto soccorso. Ora l’Azienda sanitaria punta a ridurne il più possibile il numero. Ricognizione per trovare colleghi di altri reparti: buona la risposta
Uil all’attacco: “Da un lato, si richiama il senso di appartenenza invitando i medici a dimostrare impegno e lealtà, valori che, in un momento di difficoltà, potrebbero apparire nobili e necessari. Dall'altro si minaccia il blocco della contrattazione a tempo indeterminato per coloro che non accettano la mobilità provinciale. Questo atteggiamento erode anche la fiducia e quel senso di appartenenza che si pretende di promuovere”
Il consigliere provinciale Pd lancia l'allarme: «Si parla di sette medici che si stanno licenziando». L'assessore precisa: «Non si tratta di dipendenti con contratti a tempo indeterminato»
L'Azienda sanitaria annuncia l'avvio del nuovo servizio lunedì 2 dicembre negli ospedali di Trento e Rovereto. Nel corso del 2025 sarà esteso alle unità operative di emergenza presenti nelle altre strutture del territorio
Il professor Nicola Taurozzi spiega la ricetta per combattere il sovraffollamento sottoposta alla Provincia già un anno fa: si tratta di utilizzare, per i casi meno gravi, i centri di assistenza urgenze minori a bassa complessità dispiegati nel territorio
Il consigliere provinciale Paolo Zanella: “Va ovviamente garantita in primis la sicurezza di chi ci lavora. Serve però anche agire sulle cause di questa violenza, garantendo dotazioni organiche appropriate, investendo in tutela della salute mentale innanzitutto, ed educando la popolazione sull'appropriatezza delle prestazioni”
“Si tratta di una soluzione tampone che non ha niente a che vedere con la sicurezza” dicono gli infermieri. E Aggiungono: “Il sistema salute trentino è in affanno, sono necessari investimenti e riforme condivise”
Armato di un paletto di ferro, i suoi colpi sono andati a segno contro i vetri delle porte scorrevoli, chiuse a quell'ora. Dopo qualche minuto si sono presentati i carabinieri: l’uomo è stato denunciato
Presenti tre medici su sette, gli altri li stra-paghiamo come gettonisti. Ma non c’è nemmeno l’auto sanitaria per le emergenze, nonostante i 20 mila pazienti
L’ha presentata la consigliera Eleonora Angeli: “Si tratterebbe di un operatorio socio sanitario che dovrebbe avere il compito di accogliere i pazienti ed eventuale accompagnatori così come già prevista in altre realtà, ad esempio all'ospedale di Lodi”
Nella nostra provincia l'accesso al Pronto soccorso è superiore alla media nazionale (oltre 30 accessi ogni 100 abitanti mentre la media è di poco inferiore a 30), ma se guardiamo gli accessi inappropriati c'è chi fa peggio di noi. Secondo il grafico diffuso da Agenas siamo sotto i 5 ogni 100 abitanti, rispetto a Bolzano il cui numero è tre volte più alto