L'infermiere, titolare di due centri prelievi, la moglie e tre collaboratori accusati di corruzione e falso. Compariranno davanti al giudice anche gli 87 clienti indagati dai carabinieri
Duro attacco del PD: «Di solito i giullari si prendono gioco dei potenti. Gardin non si permette nemmeno questo, preferendo prendersela con l’opposizione. Non si sa mai nella vita …»
Oltre a Macinati, alla moglie e loro collaboratori, 87 sono i clienti che si erano rivolti ai due centri per avere una falsa certificazione di positività per evitare il vaccino: insegnanti, funzionari pubblici e uomini delle forze dell’ordine
La Procura deposita gli atti dell’inchiesta, dal «quadernone rosso» della contabilità, ai messaggi whatsapp per pilotare i risultati, e l’ex infermiere si scusa: «Erano favori, anche se remunerati, ma per levarmi di torno la pressione»
Maurizio Varesco ne è il promotore. «Dovendo effettuare i test regolarmente abbiamo sottoscritto l'abbonamento. Ora ci piacerebbe ottenere il denaro che abbiamo versato»
Si stima che soltanto nei primi due mesi sottoposti a verifica, il gruppo (coordinato dall'infermiere Gabrielle Macinati) abbia inserito i dati di circa 35 mila tamponi. Per tutti i soggetti raggiunti da avviso di garanzia, i reati contestati sono di concorso in corruzione, falso ideologico e accesso abusivo a sistema informatici
Carabinieri e Finanza hanno notificato le nuove denunce: il traffico veniva gestito via whatsapp, e i certificati spediti anche senz amai aver visto i «clienti», un giro di migliaia di euro
Nell’indagine sul caso Macinati, entrano anche coloro che hanno pagato mille euro per farsi attestare una falsa positività: gli hanno ritirato il green pass, e adesso rischiano da 4 a 6 anni di prigione
Parla Macinati, il titolare dei laboratori di Pergine e Trento, ora accusato di associazione a delinquere, corruzione e falso: «Possibili ritardi nell'inserimento dei dati»
Continuano le indagini sui «test falsamente positivi», che i clienti no-vax pagavano mille euro l’uno in contanti per ottenere una finta malattia, da cui «guarire» e avere il green pass
L’inchiesta è ancora in corso, sequestrati i soldi ed anche il registro delle «prestazioni»: i no vax a Pergine e nel nuovo ambulatorio di Trento, c’è anche un caso scoperto in flagrante
La Procura gli ha sequestrato computer, telefonini e 120 mila euro: già indagato nel 2010, nel 2015 aveva tentato la strada della politica, oggi è denunciato con quattro complici fra cui la moglie