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TRENTO. Compariranno davanti al giudice nel maggio prossimo l'infermiere Gabrielle Macinati, la moglie Debora Angeli, i tre suoi collaboratori e gli 87 clienti indagati dai carabinieri.
L'inchiesta sui tamponi falsi, che nel gennaio scorso portò alla chiusura dei due centri aperti dall'infermiere a Pergine e a Trento, è arrivata alla svolta: il gip Gianmarco Giua ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Davide Ognibene e ha fissato l'udienza preliminare.
Macinati e i suoi collaboratori dovranno rispondere delle accuse di associazione a delinquere, corruzione e falso. Gli 87 clienti sono imputati per corruzione.
Tra di loro c'è chi era disposto a pagare fino a 250 euro per modificare l'esito dei test.


