PERGINE. Si allarga e coinvolge altri soggetti, l’inchiesta della Procura della Repubblica sui falsi tamponi che permettevano di ottenere il green pass. Al centro della vicenda c’è un infermiere, al quale sono stati sequestrati i telefonini e 120 mila euro.

Si tratta di un personaggio molto conosciuto a Civezzano e nel Perginese: Gabrielle Macinati, 46 anni, ex presidente dell’associazione Nursing – studio infermieristico associato, ex candidato sindaco per la Lega Nord a Civezzano.

Il professionista è noto alle cronache giudiziarie, visto che già nel 2010 era stato coinvolto in un’inchiesta per truffa ed esercizio abusivo della professione; nel 2015 il salto in politica, era sceso in campo per le elezioni comunali, candidato della Lega per il Comune di Civezzano.

In mezzo, anche una esperienza di volontariato nel calcio: allenava una squadra di bambini, ma fu allontanato misteriosamente ed all’improvviso dalla società sportiva, che non fornì spiegazioni.

Ora l’infermiere di Civezzano è denunciato per  corruzione, falso e accesso abusivo al sistema informatico, i pm Davide Ognibene e Giovanni Benelli gli contestano anche il reato associativo e stanno ricostruendo la «rete» dei complici. Secondo l’accusa, ne facevano parte anche la moglie, due amiche poco più che ventenni e un ventinovenne di Trento. I quattro – secondo i riscontri delle indagini, avrebbero avuto il compito di gestire le prenotazioni, mentre l’unico abilitato a fare i tamponi era Macinati, che aveva accesso al servizio informatico.