Questa mattina, 3 settembre, il consesso provinciale dell'associazione ambientalista che richiama nuovamente l'attenzione anche sulle problematiche per il territorio derivanti dalla riapertura dell'impianto industriale di Sarche
Nel primo mese di produzione a regime non si sono registrate sospensioni dovute a problemi relativi all'inquinamento e stando ai monitoraggi i numeri sono ampiamente al di sotto dei limiti di legge. Ma il fronte critico sulla riattivazione dell'impianto non si fida e non si arrende
Sopralluoghi a sorpresa, e prima sanzione: oltre alle due «fumate nere» per il riavvio, anche concentrazioni di inquinanti, emesse «senza presidio ambientale idoneo»
Segnalate emissioni indesiderate dalla contestata fabbrica che sta per riaccendere e mettere a regime i forni. L'impresa parla di "limitata fuoriuscita di polverecausata da un’anomalia prontamente risolta"
l dirigente dell'Appa Enrico Menapace, che ieri pomeriggio ha diramato una nota sull'evento, ieri mattina ha confermato: «Siamo intervenuti riscontrando una serie di problemi all'interno dello stabilimento». Doppia nota anche dell’azienda: “Due guasti risolti”.
Audizione del direttore Rizzo in Commissione consiliare: l’azienda ha l’autorizzazione valida fino al 2028 «ma si lavorerà per averne un’altra», visto l’investimento di 5 milioni di euro. E comunque ci saranno tremila Tir in meno nella zona dello stabilimento
I primi cittadini di Madruzzo, Vallelaghi e Cavedine scrivono alla Provincia: «L’abbiamo saputo dalla stampa; ora garanzie e monitoraggio in termpo reale, accessibile sul web»
Dalle verifiche delle emissioni alla taratura delle misurazioni, dal tipo di rifiuto che brucerà alla Co2 prodotta: nuova lettera al sindaco di Madruzzo
«Si tratta di una zona turistica che conosco bene e che ho avuto modo di apprezzare anche in anni recenti. L'inquinamento causato dalle polveri della lavorazione chiaramente penalizzerebbe sia la forte vocazione turistica sia anche l'agricoltura»
Con Tonina e i dirigenti provinciali, anche la promessa che per ora non si useranno i fanghi da rifiuti come combustile, e che «i dati di monitoraggio potrebbero essere resi pubblici»
Il presidente dell’Apt Alto Garda esprime preoccupazione per l'annunciata ripresa dell’attività di combustione della fabbrica e si schiera dalla parte dei promotori del Biodistretto: l'intervista
Se l’assessore all’ambiente ha parlato di necessità di autorizzazione provinciale, e l’azienda gli ha risposto di averla già e di aver parlato con i suoi uffici, il consigliere PD chiede ora di spiegare pubblicamente