TRENTO. Quello di Deborah Saltori (nella foto) è un omicidio senza un perché e per questo ancora più angosciante.

Un omicidio commesso dopo aver bevuto un caffè, nella baita che Lorenzo Cattoni possedeva nei pressi di Cortesano.

Un omicidio commesso dopo aver scambiato due chiacchiere, senza litigi.

A Cattoni, quel maledetto 22 febbraio 2021, è bastato vedere un'accetta conficcata nella parete di legno per armare la sua mano e colpire alle spalle la povera Deborah, come ha spiegato ai giudici.

L'indagato ha confermato che quel lunedì 22 febbraio chiese per telefono alla sua ex compagna di raggiungerlo per darle dei soldi per il mantenimento del figlio.

I due non avrebbero dovuto avere contatti perché Cattoni era agli arresti domiciliari per maltrattamenti alla ex compagna, con possibilità di lavorare la campagna ma certo non poteva e non doveva incontrare Deborah.

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