La dura presa di posizione del presidente Marco Ioppi dopo i sigilli alla struttura di Civezzano: “Anche un parto fisiologico può avere delle complicazione. Serve la massima prevenzione”
Il direttore Apss Antonio Ferro: «La politica ci chiede di non chiuderli. Grazie alle tariffe più basse del Veneto abbiamo nove candidature. Porto avanti la battaglia con i sindacati per la mobilità dei medici: difficile far coesistere gli ospedali in rete con la rigidità del posto fisso. A rotazione dovrebbero spostarsi»
La Sezione di Controllo della Corte dei Conti fa le pulci al bilancio dell’Azienda Sanitaria: dalla spesa per i «gettonisti» al crescente ricorso alla sanità privata
Nuovo crollo delle nascite a Cavalese e Cles, dalle proiezioni dell’Azienda Sanitaria quest’anno si resterà sotto quota 180, quando lo standard minino nazionale è 500
Di anno in anno si ripete il copione: pochi candidati, e quando vengono dichiarati idonei, non si presentano ai colloqui, i reparti in emergenza vanno avanti a «gettonisti»
È durissimo il commento della Uil per gli incrementi ai professionisti che andranno a tamponare le emergenze nei punti nascita di Cles e Cavalese: «Per una settimana di lavoro al mese ai gettonisti daremo più di 10 mila euro) per un servizio che ormai è platealmente di pura facciata. Intollerabile”
È nota la forte volontà politica di Provincia e Azienda sanitaria di non chiudere i due reparti periferici. Costi quel che costi. Ma a tutto c’è un prezzo. A Cles c'è un posto vacante mentre a Cavalese mancano due ginecologi rispetto all'organico teorico (6 medici più il direttore)
L'assessora provinciale alla salute evita di entrare nel dibattito politico e conferma l'intenzione della giunta di portare avanti il progetto che vede nei punti nascita periferici uno dei capisaldi
Cles e Cavalese, «la continuità assistenziale è a rischio», scrive l'Azienda sanitaria: manca personale, i costosissimi incarichi in libera professione (1.152 euro a turno) non bastano e nessun medico è disponibile ad andare a lavorare lì
La battaglia per tenere aperti i reparti costa: in Fiemme solo un parto ogni 4 giorni, in Val di Non 20 in un mese, ma giunta e Azienda Sanitaria costrette a pagare salato per garantire il oservizio con i «gettonisti»
La consigliera provinciale dei verdi critica l'annunciata strategia dell'Apss che intende "esplorare" il mercato per rivolgersi a professionisti riuniti in cooperative, al fine di assicurare la continuità di pronto soccorso e punti nascita