Sanità / Il caso

Punti nascita di Cles e Cavalese: un altro bando deserto, non si trovano medici disponibili

Le difficoltà dei piccoli ospedali, da un anno in anno si ripete il copione: pochi candidati, e quando vengono dichiarati idonei, non si presentano ai colloqui, i reparti in emergenza vanno avanti a «gettonisti»

GETTONISTI Il Trentino ha sborsato 12,4 milioni di euro in cinque anni
ROVERETO Costretta a “emigrare” per una biopsia: fra Cup, esami ed equivoci
CONSULTA Dori a Ferro: «Sottovalutati i problemi del sistema»

FERRO «In Trentino medico di base garantito a tutti»
SOS Medici di base: le "carenze" sono aumentate da 24 a 42
RICHIESTE I medici di famiglia: meno burocrazia e ambulatori gratis

 

TRENTO. L’ultima volta che era successo, l’allora assessore alla salute Stefania Segnana si precipitò a dire che «ci stiamo lavorando» e che la situazione verrà risolta con un nuovo bando». Peccato che anche il nuovo bando è andato deserto, come il precedente: nessun medico vuole lavorare a ostetricia nei piccoli ospedali di valle del trentino, Cles e Cavalese.

Continua così la lunga serie di bandi deserti. L’ultimo esperito – per un posto – a dicembre aveva almeno un candidato idoneo, che però non si è presentato al colloquio.

Non era una novità, perché è andata così anche a luglio 2021. E ora, serve un nuovo ennesimo bando, sperando che non vada anche questo deserto. Ma ormai è chiaro: se il limite nazionale per tenere aperto un punto nascita è 500 parti all’anno, i piccoli ospedali di valle che sono ampiamente sotto soglia e non dispongono do un reparto di Rianimazione pediatrica, non sono appetibili per i medici. 

Parliamo di meno di 200 all'anno a Cles, e di circa 150 a Cavalese. 

Il risultato: i reparti, in emergenza, vanno avanti solo grazie ai «gettonisti», professionisti pagati extra, in trasferta, che arrivano a guadagnare migliaia di euro in un weekend. E poi se ne tornano a casa.

E il nuovo assessore Tonina? «Conosciamo il problema, ci stiamo lavorando, non è facile» ha dichiarato al TgR Rai del Trentino. «Sto cercando di confrontarmi con l’Azienda Sanitaria per trovare il modo di essere più attrattivi». 

comments powered by Disqus