TRENTO. I ripetuti avvistamenti di orsi sul Monte Bondone preoccupano gli operatori turistici, che chiedono interventi più incisivi e arrivano a indicare nell’abbattimento una delle possibili soluzioni. Intanto il Comune di Trento interviene per ridurre le fonti di cibo che possono attirare i plantigradi verso abitazioni e centri turistici: il sindaco Franco Ianeselli ha firmato un’ordinanza che vieta di lasciare all’esterno durante la notte i contenitori dei rifiuti organici.

Negli ultimi giorni le segnalazioni sul Monte Bondone si sono susseguite, in alcuni casi accompagnate da fotografie e video. Spesso gli animali sono stati osservati da lontano e finora non si sono verificati episodi di particolare gravità. Uno degli ultimi avvistamenti risale alla mattina del 13 agosto, nella zona dello snow park Cordela. Non è chiaro se si tratti sempre dello stesso esemplare.

A manifestare preoccupazione è Paolo Torboli, portavoce degli operatori del Monte Bondone. «Il timore è che la situazione degeneri e si superi quel confine tra curiosità e paura». Secondo Torboli, le conseguenze potrebbero riguardare non soltanto la sicurezza, ma anche l’immagine turistica della montagna.

«Sui social cominciano già a circolare i primi messaggi "Attenzione, non andate sul Bondone"», osserva Torboli, secondo il quale il rischio è che la presenza degli animali finisca per trasformarsi in un deterrente per i visitatori. A preoccupare sono anche gli avvistamenti avvenuti vicino ai centri abitati o lungo le strade.

Da qui la richiesta di misure più incisive. «Abbiamo paura che l’escalation parta da un momento all’altro. La soluzione? Va ridotto il numero degli orsi, quindi penso anche all’abbattimento», afferma Paolo Torboli. «Noi oggi ci sentiamo abbandonati e non vediamo prospettive per un miglioramento della situazione».

Nel frattempo il Comune ha deciso di intervenire sui rifiuti organici, considerati una possibile fonte di attrazione per la fauna selvatica. Dopo aver sentito il Servizio Faunistico provinciale e Dolomiti Ambiente, il sindaco Franco Ianeselli ha disposto che i bidoni dell’umido possano essere esposti solamente la mattina prevista per la raccolta.

A Sardagna, Sopramonte, Cadine, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone l’esposizione sarà consentita tra le 6 e le 6.30; a Candriai, Vaneze, Norge, Vason e Viote tra le 6 e le 7. Dopo lo svuotamento i contenitori dovranno essere ritirati rapidamente e custoditi in locali chiusi e non accessibili agli animali.

Chi viola l’ordinanza del Comune di Trento rischia una sanzione amministrativa compresa tra 89 e 534 euro. Resta inoltre valido su tutto il territorio comunale il divieto di lasciare rifiuti organici alla portata della fauna, soprattutto vicino ad abitazioni, ristoranti e punti di ristoro prossimi ai boschi.

Sono già presenti 30 sistemi di protezione dei cassonetti tra Sardagna, Bondone, Sopramonte, Candriai e Vaneze. Altri 37 saranno installati a breve nelle località più in quota, fino a Vason. Le strutture in acciaio, finanziate con contributo provinciale e installate da Dolomiti Ambiente, sono progettate per impedire a orsi e altri animali selvatici di raggiungere i rifiuti.