TRENTO. «Le notizie riportate dai media locali in ordine ai provvedimenti cautelari assunti dalla Procura della Repubblica di Trento sui cantieri per la realizzazione del bypass ferroviario a Trento nord ci rassicurano, ma non ci colgono impreparati. Nonostante tutte le rassicurazioni, sbandierate ai quattro venti dagli amministratori pubblici locali sulla natura ecologica dell'opera, un epilogo del genere era scontato». Lo scrive, in una nota, il Sindacato di base multicategoriale (Sbm) di Trento, che ha presentato tre esposti alla magistratura in relazione agli interventi previsti nelle zone inquinate della ex Sloi e della ex Carbochimica.

«Piombo tetraetile e Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) sono veleni tossici, in particolare per l'essere umano, e manipolarli con leggerezza ed approssimazione, come assistito in questi ultimi mesi, ha logicamente determinato il sequestro preventivo delle aree di cantiere».

Il sindacato prosegue: «Ciò che ci preoccupa seriamente sono le posizioni assunte dalla giunta comunale e da quella provinciale. La seconda è del tutto silente: ci sono le elezioni ad ottobre ed ignora completamente la gravità dei fatti di questi giorni. La prima, invece, dopo tante promesse, si schiera per la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'opera» e chiede le dimissioni degli amministratori locali «per il bene dei lavoratori e della cittadinanza tutta».