Ambiente / Le cure

Tre aquile reali volano grazie alla Lipu, da gennaio fuori dal centro di recupero Cras

Il bilancio dell’attività 2022, quindicesimo ed ultimo anno di attività dell’associazione nel centro: 883 uccelli curati, 395 quelli salvati. Tra le cause del ricovero spiccano le cadute dal nido, ma non mancano nemmeno le intossicazioni da piombo e gli incidenti contro i manufatti urbani

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di Paolo Fisichella

TRENTO. 883 soggetti curati, appartenenti a 70 specie diverse. Questi alcuni numeri della relazione annuale della Lega italiana protezione uccelli (Lipu) relativi al Centro Recupero Avifauna Selvatica di Trento (Cras).

Il resoconto, relativo all'anno 2022, è stato l'ultimo rapporto redatto dall'associazione sul centro di recupero che, da gennaio di quest'anno, è passato sotto la gestione del Servizio faunistico della provincia. Balestruccio, Ballerina bianca, Cigno reale, Rondine montana, Pigliamosche sono solo alcuni dei nomi delle specie degli 872 individui (a cui se ne aggiungono 11 in giacenza dal 2021) che dal primo gennaio al trentun dicembre dell'anno scorso sono passati sotto la tutela del Cras.

Il periodo di maggior consegna tra maggio e agosto con un picco di oltre 220 individui nel mese di giugno. Purtroppo, però, come sottolineato dalle statistiche annuali, calano le percentuali di sopravvivenza. Solo nel 2022 si registrano infatti 477 esemplari morti (54%) a fronte di 395 uccelli liberati (44,8%) e 11 ancora in cura (1,2%). La causa dell'aumento della mortalità è dovuta principalmente alle condizioni disastrose in cui la maggioranza degli esemplari vengono consegnati, dovute soprattutto ad incidenti con manufatti urbani, investimenti o impatti con vetrate e cavi elettrici.

Ad aumentare anche gli incidenti con i numerosi ostacoli in ambiente agricolo. Inoltre, molti volatili muoiono a causa di avvelenamento da pesticidi e topicidi, o imbrattamenti da colla e vischio usati per eliminare i roditori, questi ultimi sortendo un effetto contrario a quello auspicato, uccidendo infatti principalmente proprio i predatori dei topi, come gufi, civette poiane o gheppi.

Tra gli esemplari maggiormente curati al centro i merli (169 consegnati, 64 liberati, 104 morti, 1 in cura), il rondone comune (69 consegnati, 48 liberati, 21 morti) e la passera d'Italia (61 consegnati, 29 curati, 32 morti). Numerosi anche i rapaci, in particolare sparvieri (30 consegnati, 9 liberati, 21 morti) poiane (15 consegnati, 6 liberati, 9 morti) gheppi (14 consegnati, 3 liberati, 10 morti e 1 in cura) e allocchi (2 consegnati, 1 morto, 1 in cura). Anno record per numero e successo inoltre per l'aquila reale, i cui tutti e 3 gli esemplari consegnati sono stati liberati, malgrado una di questi sia stato ricoverato per una grave intossicazione di piombo evidenziata dalle analisi del sangue.

Tra le cause di ricovero principali anche per il 2022 spicca quella relativa ai nidiacei per caduta dal nido, distruzione del nido o raccolta nei primi voli, per un totale di 345 esemplari. A seguire gli impatti con vetrate e cavi e le predazioni. Pochi, come da tendenza degli anni precedenti, i sequestri. Gli esemplari deceduti se di piccole dimensioni sono stati utilizzati per alimentare i rapaci, mentre le altre specie più significative o rare, sono state consegnate al Muse, al Servizio Forestale e Fauna o allo Zooprofilattico per indagini sanitarie.

Rispetto al personale coinvolto nelle consegne spiccano al primo posto i privati, seguiti dai forestali. Poche, rispetto alle prime due categorie, le consegne da parte di veterinari, vigili del fuoco, polizia municipale, associazione cacciatori e servizio faunistico. Il centro, anche per il 2022, si è inoltre preso cura di piccoli mammiferi, come ricci, pipistrelli, ghiri e scoiattoli, con un buon margine di liberazione.

Nei 15 anni di attività del centro sotto la gestione di Lipu, come sottolineato da Sergio Merz, delegato dell'associazione, sono stati curati complessivamente 12000 uccelli e di questi quasi la metà sono stati salvati e reintrodotti in natura. Da gennaio di quest'anno, dato il cambio di gestione, i numeri telefonici di Lipu relativi al Cras sono stati disattivati. Per animali feriti da ora in avanti è necessario contattare il 112 o in orario di attività, i numeri del centro.

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