Val di Fassa / Allarmi

Col Rodella, raffica di incidenti con il parapendio: gran lavoro per i soccorritori

Tre feriti, lunedì 11 settembre, in altrettante cadute: in un caso il pilota ha perso il controllo ed è precipitato quando si trovava già in alto e ha riportato lesioni gravi. Negli altri due episodi le cadute si sono verificate in fase di decollo. Le persone coinvolte, tutti uomini, hanno 85, 63 e 40 anni

VETRIOLO Scontro deltaplano-parapendio, un morto
VIDEO Deltaplano e parapendio precipitano a Vetriolo dopo la collisione
FASSA Precipita dopo il decollo, in ospedale pilota di parapendio
MONTE STIVO Va a sbattere con il parapendio contro la roccia e precipita

TRENTO. Tre feriti, in val di Fassa, a seguito di incidenti con il parapendio. Prosegue dunque una scia di episodi drammatici che vedono come protagoniste le vele sui cieli del Trentino. Nel pomeriggio di lunedì 11 settembre, l'allarme è scattato poco dopo le 17.30 a Campitello di Fassa, nella zona del Col Rodella, dove è situata l'area di decollo dei parapendii. Due le persone rimaste ferite in altrettanti episodi avvenuti quasi contemporaneamente.

Entrambi i piloti, sono precipitati e poco dopo è partita nuovamente la macchina dei soccorsi, chiamata anche oggi a laboriosi interventi. Le squadre hanno operato con l'ausilio dell'elicottero di Trentino Emergenza. I due feriti sono stati stabilizzati e quindi trasportati in codice rosso al pronto soccorso del Santa Chiara a Trento. Uno dei feriti, entrambi maschi, ha 40 anni, mentre l'altro è un 63enne.

Nel primo caso, il parapendio sarebbe precipitato da un'altezza rilevante sui pendii del versante nordovest del Col Rodella: le condizioni del pilota risulterebbero gravi. Il secondo incidente è avvenuto invece in fase di decollo e la persona soccorsa avrebbe riportato lesioni meno preoccupanti. Al momento non sono disponibili particolari sull'accaduto, altri dettagli sull'Adige del 12 settembre.

In precedenza, verso le 12.30, sempre nell'area del Col Rodella, un pilota di parapendio è precipitato poco dopo essere decollato. L'uomo, un ottantacinquenne di origine straniera, ha sbattuto la testa e un fianco. Si è portato sul posto l'elisoccorso, con il tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino e con l'equipe sanitaria. L'uomo, che era cosciente, è stato stabilizzato, imbarellato e portato con un verricello sull'elicottero per poi essere elitrasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento.

Sempre qui, il 7 settembre scorso, un pilota di parapendio è precipitato poco dopo il decollo. La chiamata al 112 è scattata poco prima delle 15. Quando sono arrivati i soccorsi, l'uomo si trovava su un prato situato circa 200 metri più a valle rispetto alla zona del decollo, ed era cosciente e ferito in maniera lieve. Sono intervenuti sul posto un operatore della stazione Alta Val di Fassa del Soccorso alpino e un elicottero sanitario. Il pilota di parapendio è stato stabilizzato dall'equipe sanitaria ed è stato portato all'ospedale di Cavalese.

IL LUOGO

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Dieci giorni fa, a Vetriolo, sopra Levico Terme, un tragico scontro fra un deltaplano e un parapendio. Era sabato 2 settembre e una persona ha perso la vita, mentre un'altra è rimasta ferita. Dopo la collisione i due piloti sono precipitati al suolo dopo un volo di un centinaio di metri. A perdere la vita il pilota del deltaplano, un uomo di 73 anni, di nazionalità tedesca, come il ferito, 57 anni, che ha minimizzato i danni grazie alla vela di emergenza.

Ieri, in Alto Adige, tragedia invece con la tuta alare: la vittima è un basejumper poco più che ventenne, l'incidente nei pressi delle rovine di Castel Greinfenstein (Castel del Porco), a Cologna, frazione di San Genesio. Dalle prime informazioni il parapendio sarebbe decollato da Meltina.

Il 6 settembre scorso, sulle Dolomiti Bellunesi, ha perso la vita un basejumper australiano di 38 anni, che si era lanciato dalle Tofane sopra Cortina d'Ampezzo. L'uomo è finito nel Canalino del Prete con il proprio paracadute, 200 metri più in basso rispetto a dove si era lanciato, e da dove lo avrebbero dovuto seguire altri due connazionali, che hanno dato l'allarme.

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