TRENTO. La prima, fondamentale, notizia, è che l'incontro ravvicinato non ha portato ad alcuna conseguenza. E lo stesso vale per l'incidente stradale. Tuttavia quanto accaduto sabato pomeriggio nella zona di Molveno - in quota e non nei dintorni del paese, è bene sottolineare -, e sabato sera in valle di Cavedine con un'auto che ha urtato un orso in località Berlonga a Stravino, riportano d'attualità la questione grandi carnivori.

Due episodi, in realtà, assolutamente normali e non preoccupanti, anche perché senza conseguenze.

A commentarli è Filippo Zibordi, zoologo e autore del libro dal titolo "L'uomo e l'orso possono convivere?" (Edizioni Dedalo, 2023). Da quanto appreso fino ad ora, a Molveno si è trattato di un "incontro ravvicinato" - stando alla comunicazione ufficiale della Provincia -, anche se in zona si è parlato di un "falso attacco".

«Per quanto riguarda l'episodio di Molveno non ho elementi in più per ricostruire l'esatta dinamica e analizzare meglio la situazione», sottolinea Zibordi.

Poniamo che si sia trattato di un cosiddetto falso attacco: questo cosa "implica"?

«Se si fosse trattato di un falso attacco, staremmo commentando un atteggiamento che rientra nei comportamenti tipici degli orsi e dimostra che l'animale non è voluto arrivare allo scontro fisico, evitando di portare a termine appunto l'attacco: il significato del gesto diventa quindi solamente quello di intimorire.

L'occasione può essere utile per ribadire una buona regola di comportamento da parte delle persone: se ci si trova in un ambiente dove vivono anche gli orsi, se si è da soli e se si cammina in silenzio, è importante far sentire la propria presenza. Fare un po' di rumore è fondamentale, perché nel 99% dei casi l'orso che si trova nei paraggi vorrà evitare un eventuale incontro e si sposterà».

In questo periodo dell'anno la montagna è popolata da questi animali: «Quello degli orsi non è un vero e proprio letargo, ma è definito scientificamente una ibernazione o semiletargo: tra fine marzo e inizio aprile in ogni caso si registra il risveglio di tutti gli esemplari. E ora siamo a fine aprile-inizio maggio, quindi sono tutti attivi, anche le femmine con i cuccioli, che in questa fase girano intorno alla tana a caccia di cibo per ripristinare il proprio peso».

Come sempre accade quando si parla di grandi carnivori, la Bibbia è il Pacobace. Nella "scala" degli avvenimenti, quello di Molveno dovrebbe rientrare nella fattispecie A ("Orso scappa immediatamente dopo un incontro ravvicinato").

Non si hanno particolari, invece, che possa rientrare nella B ("Orso si solleva sulle zampe posteriori durante un incontro"). In ogni caso, che si tratti di A o B, non è prevista alcuna azione o reazione da parte della Provincia.

Se invece si fosse trattato della fattispecie M, N oppure O ("Orso si lancia in un falso attacco perché colto di sorpresa, per difendere i propri cuccioli o per difendere la preda"), le azioni previste dal Pacobace sarebbero due: intensificazione del monitoraggio, ma solo nel caso si sia trattato di un orso radiocollarato (e in Trentino non ci sono orsi con il radiocollare) e puntare sull'informazione.

Ovvero avvertire dell'episodio i proprietari di animali domestici in zona e i titolari e frequentatori abituali di baite isolate in zona, compresi turisti, escursionisti e cercatori di funghi (anche se non è questa la stagione).