Economia / Alimenti

Cucina del futuro tra insetti ed alghe: lo studio alimentare di una start-up di Rovereto

Lo stand di «Agriduemila. Hub innovation», in collaborazione con l'Università di Trento e il Centro agricoltura alimenti ambiente, offriva la possibilità di assaporare gusti particolari all’evento «Bubble&Fish» a Progetto Manifattura

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di Enrico De Rosa

ROVERETO. Certo passare dal classico «cameriere c'è un insetto nel piatto» a «cameriere ho un piatto di insetti, seppur macinati» non sarà facile. Così come fare una scorpacciata di frittata alle alghe spiruline. Eppure, bisogna ammettere al di là delle battute, che nel medio lungo periodo qualcosa, anche sulla tavola degli italiani, cambierà.

È questo quello che vien da pensare se si ascoltano i commenti degli ospiti del «Bubbles&Fish» la cui prima edizione, nata all'insegna delle «Degustazioni, master class, show cooking, promozione e cultura», si è svolta nell'ultimo fine settimana. Ospitata a Progetto Manifattura, la kermesse ha chiuso i battenti lunedì 19 giugno. E sì perché, in modo particolare, ha suscitato curiosità e interesse lo stand di «Agriduemila - hub innovation» in collaborazione con l'Università di Trento e il Centro agricoltura alimenti ambiente, che offriva la possibilità di assaporare «Il gusto delle alghe», per raccogliere le opinioni degli assaggiatori.

«Sto svolgendo una ricerca che culminerà con la presentazione della mia tesi, per capire l'interesse - ha spiegato Alessia Cizzarelli, laureanda in economia e management e front woman nello stand - dei consumatori per i nuovi alimenti, quelli senza tradizioni. Lo studio non è terminato, ma molto interesse ha raccolto l'alga spirulina. Così come il confronto fra la pasta di farina e quella di farina di grilli, della specie dei grilli domestici. Ma al netto delle diffidenze di molti consumatori, gli studi confermano che verso le alghe c'è un grande interesse sia economico sia per gli alti valori nutrizionali. Un dato che deve far riflettere. Oltre a quello che si basa su un indispensabile necessità di diversificazione delle proteine».

D'altro canto i tempi cambiano e da Bruxelles, a questo proposito, è arrivata, dopo decenni di dibattiti, un'accelerazione. «Agriduemila si propone - ha spiegato l'amministratore delegato Andrea Berti - di indagare in modo scientifico sulla gestione del rischio, coniugandola con l'attenzione ambientale. Si cerca di capire la disponibilità che hanno i consumatori a cambiare il tipo di alimentazione». Infatti due anni fa la Ue ha autorizzato la messa in commercio di prodotti a base di larva gialla della farina, di Locusta migratoria e del grillo comune, che possono essere utilizzati sotto forma di farina in prodotti da forno, dolci, cioccolato, salse, come sostituti della carne e sotto forma di bevande.

Sarà tutto vero. Così come il problema di sfamare otto miliardi di persone non può più essere sottovalutato. Perché è ben noto che gli allevamenti di animali e le coltivazioni intensive hanno un impatto sull'ecosistema sempre più deleterio. Ciononostante, non tutti riescono a digerire l'idea di fare un pranzo a base di risotto alle alghe spiruline o festeggiare con una porzione di torta pasqualina con la farine di grillo domestico. Perché i «novel food» nel nostro Paese, e non solo, suscitano ancora diffidenze.

Basti pensare a quanto dichiarato dal ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, che aveva sottolineato: «La necessità di introdurre un'etichettatura specifica per questi prodotti, per evitare confusioni con quelli della dieta mediterranea». Ma mentre la politica corre ai ripari, la curiosità di tanti comincia a farsi strada. Tanto per fare un esempio, nello scorso luglio al Muse si era celebrata la «Cucina del futuro», a basso impatto ambientale e alto contenuto proteico, proponendo piatti con grilli e larve, macinati, come ingredienti base.

«D'altronde dal Giappone all'India e al Sudamerica non sono pochi i Paesi - conclude la Cizzarelli - che, per tradizione, si alimentano con questo tipo di novel food. E poi già oggi in molti ristoranti etnici si offrono dei piatti a base di insetti e alghe. In questi giorni abbiamo riscontrato un certo interesse, che fa ben sperare».

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