PHOTO
BORGO. I lupi sono entrati nel giardino di casa, scavalcando le recinzioni elettriche che Ezio Casagrande aveva posizionato dopo l'aggressione di giugno. Questa volta hanno ucciso due asini, uno di sei mesi e l'altro di un anno e mezzo che, curato con amore dai proprietari, si era ristabilito dopo l'attacco subito due mesi fa.
«Così non si può andare avanti. I lupi non si fermano davanti a niente - commenta Ezio Casagrande - e se andiamo avanti di questo passo non oso pensare cosa possa accadere». Da dieci anni, in località Primo Boale, ha deciso di tenere animali, soprattutto asini sardi. In tutto una decina, i primi comprati a Levico e gli altri nati sul posto. «Le galline sono state mangiate dalla faina mentre le tre caprette e l'oca ci sono ancora. Ora mi rimane solo Camillo, un asino di sette anni sopravvissuto all'attacco dell'altra notte (nella foto)». Sul posto sono intervenuti i forestali per il sopralluogo di rito.
«Per fortuna il cane era in casa - ricorda ancora Casagrande - altrimenti credo che i lupi, arrivati proprio sotto le finestre di casa, se la sarebbero presa anche con lui». Intorno alla casa-fattoria un terreno di diecimila metri quadrati, recintato, oramai diventato un luogo frequentato dai lupi. In tutto 7-8 capi che girano sia a Borgo, soprattutto nella zona dei Boali, che a Telve di Sopra, Scurelle, Spera e Strigno.
Una presenza che inquieta non solo gli allevatori ma anche i residenti. E il fatto che ora entrino anche nei giardini, nonostante le recinzioni elettriche, per predare gli animali desta ancor più preoccupazione.
Sono in tutto una ventina gli asini uccisi in questi mesi in zona dai lupi. «Io amo gli animali, soprattutto gli asini - conclude Casagrande - e ogni volta vederli uccisi in questo modo è un colpo al cuore. Ora abbiamo anche paura di uscire alla sera di casa. Fate qualcosa, così proprio non si può più andare avanti!».


