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AVIO. «Basta, non ne voglio più sapere. Dopo 45 anni smetterò di accudire le pecore, non prenderò più alcun animale con me. Perderli in questa maniera è davvero straziante». È la decisione, amara, di Fulvio Zoara, pensionato di Avio, che ieri mattina si è trovato davanti a una scena drammatica: i resti delle sue tre pecore, uccise durante la notte da un branco di lupi nel prato davanti alla sua abitazione in Val dei Molini. A confermare la presenza dei predatori è stata la Forestale, intervenuta per esaminare quanto accaduto. «Lo ha capito dai peli e da altri elementi», racconta Zoara, ancora scosso per la perdita degli animali.
A rendere la vicenda ancora più dolorosa è il fatto che le tre pecore fossero gravide. «Facevano parte della famiglia, come degli animali di affezione. Inevitabile rimanerci male», spiega il pensionato.
L’attacco vicino alle case
L’episodio si è verificato in una zona verde appena fuori dal centro abitato di Avio. Un dettaglio che, oltre al danno economico, alimenta la preoccupazione per la presenza dei lupi sempre più vicini alle abitazioni.
«Abitiamo nel verde appena fuori Avio, in Val dei Molini, dunque i lupi si sono spinti quasi a ridosso del centro abitato e questo è un fatto a mio avviso pericoloso», sottolinea Zoara. «Mia figlia abita a poca distanza e qui ci vengono i miei nipotini. Il pensiero che dei lupi si aggirino nei paraggi non mi fa certo stare tranquillo».
I predatori avrebbero agito durante la notte, senza attirare l’attenzione del proprietario. A rendere più difficile accorgersi di quanto stava accadendo sarebbe stato anche il forte vento che soffiava in zona.
Le pecore erano custodite in un recinto simile a un pollaio. Spaventate dalla presenza dei predatori, avrebbero divelto il cancello nel tentativo di fuggire, senza riuscire a salvarsi. «Nel 2023 ne avevano uccise quattro»
Per Zoara non si tratta del primo attacco. Nel 2023, infatti, i lupi avevano già ucciso quattro delle sue pecore. Con l’ultimo episodio, il pensionato ha deciso di interrompere definitivamente l’attività di allevamento. «Non è la prima volta che succede. Nel 2023 i lupi ne avevano uccise quattro, adesso hanno completato l’opera. Di sicuro non ne prenderò più», afferma.
Una scelta che, secondo Zoara, rischia di riflettere un problema più ampio per le attività legate alla montagna. «Così facendo il rischio è che sparisca l’economia di montagna e una parte importante della nostra cultura trentina».
L’assessore Salvetti: «Servono decisioni importanti»
A lanciare l’allarme è anche Alvise Salvetti, assessore all’agricoltura del Comune di Avio, che chiede interventi per affrontare la situazione. «È ora che si trovi una soluzione al problema, altrimenti presto saremo costretti a contare le perdite in termini di attività legate alla montagna che se ne andranno perché non si sentono sufficientemente tutelate», dichiara.
L’assessore richiama anche le difficoltà legate alla presenza di altri animali selvatici: «In quota ci sono i cinghiali che devastano tutto, mentre i lupi si avvicinano sempre più ai centri abitati».
Per Salvetti è necessario intervenire prima che la situazione diventi ancora più difficile da gestire. «Credo sia arrivato il momento di prendere delle decisioni importanti prima che la gente, esasperata, decida di arrangiarsi: occorre fare tutto il possibile per evitarlo, dando delle risposte concrete».
L’assessore sottolinea di comprendere le diverse posizioni sul tema, ma ritiene che non possano essere sempre gli allevatori e chi vive in montagna a pagare le conseguenze della situazione.
«A rimetterci non può essere sempre chi vive e valorizza il nostro territorio», conclude Salvetti, annunciando che nei prossimi giorni affronterà la questione con il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.


