AVIO. Hanno trovato il bivacco in uno stato pietoso, che lascia sgomenti. È bastata probabilmente una nottata di pochi, passata nella località Lavacchio di Avio (1369 metri) a compromettere provvisoriamente non tanto il presidio in quota della Sat ma a fare vacillare la fiducia dei soci. Tanto da far dire ora al direttivo, col nuovo presidente Michele Cristoforetti e il segretario Renato Fracchetti, di non escludere a priori una chiusura della struttura.

Perché se è vero che mettere il lucchetto a un bivacco pubblico sarebbe una contraddizione in termini, è altrettanto vero che di fronte a danni ripetuti verrebbe la voglia di gettare la spugna. Ricostruire i fatti è abbastanza semplice, anche perché non è la prima volta.

«Il 21 aprile, durante una consueta verifica al bivacco Lavacchio da parte di alcuni dei nostri volontari, abbiamo, con grande rammarico, constatato molteplici atti di vandalismo: due panche di legno bruciate, la porta interna forzata e ancora la cassetta delle offerte forzata e svuotata». Se non bastasse, per completare l'amaro elenco, gli ignoti si sono fermati abbastanza da prendersela anche con gli spazi esterni del bivacco. «Abbiamo trovato la cassetta della legna bruciata ed è stato demolito il punto fuoco. In più la copertura della vasca di raccolta dell'acqua esterna era lasciata aperta. Il lucchetto della botola è stato forzato».

Per la maggior parte delle manomissioni la Sat ha già disposto i lavori e finito di aggiustare. «Abbiamo segnalato l'accaduto al Comune di Avio, essendo proprietario della struttura, e a tutti i nostri soci». Ma adesso, anche alla luce di un episodio precedente, raccontano senza tanti giri di parole Cristoforetti e Fracchetti, il discorso diventa un altro.

«Abbiamo provveduto a sistemare al meglio la situazione e a breve ripristineremo le varie sicurezze, rimane comunque la delusione e lo sconforto di tutti noi volontari per quanto accaduto», concludono. «Come direttivo e gestori della struttura ci riserviamo di decidere l'eventuale chiusura temporanea del bivacco. Un fatto analogo era stato riscontrato a marzo 2024».

Così la Sat a caldo, per una struttura facilmente raggiungibile - prima che ricovero montano fu una malga di Avio - e frequentissima, tappa di diverse escursioni trentine e veronesi sulla catena del Monte Baldo.