TRENTO. Il mondo delle bollicine di montagna punta sulla formazione per consolidare la propria crescita e rafforzare la competitività del settore. È partito venerdì 6 novembre, a Palazzo Roccabruna a Trento, il nuovo corso di perfezionamento dedicato alla produzione degli spumanti con Metodo Classico. Un progetto di alta formazione che ha raccolto un interesse superiore alle aspettative: 47 le domande di iscrizione presentate e 37 i partecipanti che hanno preso parte alla lezione inaugurale.

Il percorso, intitolato «Tradizione e innovazione nella produzione dei vini spumanti metodo classico», nasce dalla collaborazione tra il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A) dell’Università di Trento e la Fondazione Edmund Mach. L'iniziativa è dedicata alla memoria del professor Massimo Bertamini, docente del C3A scomparso di recente, che aveva contribuito alla progettazione del corso.

La scelta di Palazzo Roccabruna per l'avvio delle attività non è casuale: la sede della Camera di Commercio rappresenta uno dei luoghi simbolo della viticoltura e dell'enologia trentina. Alla giornata inaugurale hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, dell'ateneo e della Fondazione Mach, insieme ai principali soggetti del comparto vitivinicolo provinciale.

La formazione viene considerata uno strumento strategico per accompagnare lo sviluppo della spumantistica trentina e del Trentodoc, un settore che rappresenta una componente importante dell'economia locale. Lo ha sottolineato l'assessore provinciale all'Agricoltura e alla promozione dei prodotti trentini, Giulia Zanotelli, evidenziando il valore della collaborazione tra università, ricerca e imprese. L'obiettivo è mettere a disposizione delle aziende figure tecniche qualificate, sostenere la crescita dell'enoturismo e favorire il ricambio generazionale.

Anche il rettore dell'Università di Trento, Flavio Deflorian, ha evidenziato l'importanza di un progetto che mette in relazione ricerca scientifica, cultura enologica ed eccellenza produttiva. Un percorso condiviso con la Fondazione Edmund Mach, che da tempo affianca il settore della spumantistica attraverso attività di ricerca e formazione.

La prima lezione è stata affidata al presidente della Fondazione Mach, Francesco Spagnolli, che ha ripercorso la storia del TrentoDoc, dalle origini dei vini spumanti fino allo sviluppo della denominazione trentina e del relativo consorzio. Un approfondimento che ha toccato anche le caratteristiche dell'anidride carbonica, le tecniche di produzione e il quadro normativo europeo.

Il programma formativo si sviluppa complessivamente in 140 ore di lezione, suddivise in tre aree: 40 ore dedicate alla viticoltura per i vini spumanti, 70 all'enologia e alla chimica e altre 30 ai mercati e al marketing. Accanto agli aspetti tecnologici, biochimici e biotecnologici della produzione, saranno affrontate le dinamiche dei mercati internazionali, le strategie di comunicazione e gli strumenti per valorizzare commercialmente le produzioni di montagna.

Le lezioni si svolgeranno ogni due settimane, durante i fine settimana, nel campus della Fondazione Edmund Mach a San Michele all'Adige. Il coordinamento è affidato al professor Michele Faralli dell'Università di Trento e al ricercatore Tomas Roman della Fondazione Mach, con la supervisione dei professori Nicola Anfora e Stefano Cerroni.

La giornata inaugurale ha riservato anche un momento di commemorazione per Massimo Bertamini. Il docente Michele Faralli ne ha ricordato il contributo scientifico e il ruolo di collegamento tra l'ateneo e la Fondazione Mach. Al termine dell'incontro, il rettore Deflorian e il presidente Spagnolli hanno consegnato alla famiglia un attestato in sua memoria.