PHOTO
TRENTO - Nemmeno una defezione, un'assenza strategica, un astenuto. La maggioranza che governa la Regione e occupa 42 scranni dell'aula di piazza Dante è stata granitica nell'approvare i disegni di legge 8 e 9 sul ricalcolo dei vitalizi e sui futuri trattamenti previdenziali spettanti ai membri del consiglio. Annacquati fino all'ultimo, rispetto alle premesse, sono stati votati alle 23.30 e alle 4.15 del mattino, trovando dunque il sì compatto di Svp, Patt, Pd, Upt e Ual, 20 contrari (Verdi, Lega nord, M5S, Freiheitlichen, Sud-Tirol Freihet, Amministrare e Civica Trentina, Lega Nord, Fi) su tutti e due i disegni; 4 astensioni di Progetto Trentino per il dl 8 (ridotte a 3 per il dl 9) e 1 non partecipante al voto per il primo disegno di legge: Rodolfo Borga. La riforma è stata partorita, ma ben diversa da quella «rivoluzione» annunciata e promessa per oltre tre mesi.
Secondo le stime fornite ieri dal presidente del consiglio regionale, Diego Moltrer, nelle casse del consiglio rientreranno 45.429.930 euro lordi. 16.964.000 euro deriveranno dal taglio del 30,22% derivante dal ricalcolo del valore attuale dei vitalizi anticipati agli 87 ex consiglieri che avevano optato per l'attualizzazione (ad esempio, se prima spettavano 300mila euro, ora ne spettano 200mila). Quanto recuperato con questi tagli confluirà nel Fondo per la famiglia e l'occupazione di nuova costituzione. Sindacati e minoranze furenti.


