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Mosna: «Mi libererò dei conflitti di interesse»

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«Sarà cura sicuramente del sottoscritto individuare la forma più limpida, oltreché legale, per sgombrare il campo da conflitti di interesse tra la mia eventuale carica di Presidente e il ruolo di imprenditore che svolgo dal 1970». Ieri, con un comunicato scritto Diego Mosna, presidente della Diatec Cles spa e della capogruppo Diatec Holding, nonché candidato presidente della Provincia per la coalizione formata da Progetto Trentino e altre liste civiche alle prossime elezioni di ottobre, informa che a settembre darà le risposte agli interrogativi posti ieri e nei giorni scorsi dall'Adige sulla presenza di Tecnofin come socio di Diatec Cles, sui contributi ricevuti dalla Provincia e se le società del gruppo, che hanno sede a Milano e all'estero, pagano le tasse in Trentino oppure altrove.
«Vorrei rassicurare tutti su un fatto: - scrive Mosna - come pianificato al momento della mia conferma come candidato, avrò cura di diffondere nel mese di settembre un quadro completo di contributi ed interessenze che hanno caratterizzato la mia carriera imprenditoriale: ciò è un requisito minimo di trasparenza nei confronti della coalizione che rappresento, e di tutti gli aventi diritto al voto. Questo è il motivo per cui non mi è sembrato opportuno, peraltro nei giorni di Ferragosto, dedicare energia a faticose ricostruzioni che hanno bisogno di un supporto puntuale ed esaustivo. Non volevo certo negarmi alle sollecitazioni di stimati professionisti della carta stampata (e ora dell'editoria digitale)».
Sul fatto che Tecnofin, la finanziaria della Provincia sia ancora socia di minoranza di Diatec Cles, nonostante la decisione di uscire dalla società presa nel 2010, Mosna ci tiene a sottolineare riferendosi a quanto riportato dall' Adige  che: «Il capitolo Tecnofin, menzionato più volte con dati certi ed ufficiali, ma parziali, rischia di essere  misleading  (fuorviante) per il lettore. Nel titolare coloritamente "la Provincia socia di Mosna in Diatec", si diluisce la sostanza della vicenda: Tecnofin è stata ed è tuttora nel capitale Diatec Cles, ma in forma privilegiata ed a tempo determinato, per una operazione che risale al 1999. Un contratto blindato nei tempi e nei valori fa sì che Tecnofin abbia effettuato in sostanza un investimento finanziario garantito e remunerato, e non abbia certo compartecipato al rischio d'impresa del gruppo».
In merito ai contributi ricevuti dalla Provincia nel corso degli anni, Mosna dice che avendo cominciato la sua attività imprenditoriale in Trentino: «Come tutti ho utilizzato talvolta strumenti messi a disposizione dal nostro ente pubblico, quando tali strumenti erano connessi ad investimenti con ricadute occupazionali e produttive sul territorio trentino, e ognuno rigorosamente nel solco di normative finalizzate a favorire sviluppo industriale ed infrastrutturale sul territorio». Ora però l'imprenditore sostiene che: «Il mondo è cambiato e la Provincia non potrà rivestire il ruolo che ha svolto fino ad oggi, perché i numeri non lo permetteranno. In questo senso tutto il sistema trentino, imprese comprese, dovrà rinunciare a qualcosa per permettere la necessaria riallocazione tra spese correnti e/o "a pioggia" e investimenti strategici di lungo periodo. Lo snellimento della burocrazia è un paletto fondamentale per ridare olio ai meccanismi della macchina provinciale, valorizzando le importanti risorse umane dell'organico Provincia».
Ultima annotazione, Mosna precisa che i dipendenti del gruppo in Trentino sono 102 perché oltre ai 46 di Diatec Cles spa ci sono i dipentendi di Diatex spa, Diatec Holding e Radice srl.  L.P.

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