ROVERETO. Le telecamere già ci sono ma sono in arrivo i rinforzi «umani» in centro storico. Dopo l'ennesimo episodio di violenza a ridosso di corso Rosmini, il questore di Trento Alberto Francini ha disposto l'invio di pattuglie supplementari a Rovereto per presidiare il territorio.

Da tempo, d'altro canto, commercianti e cittadini si lamentano di gruppi di giovani che bivaccano all'Urban City o, peggio, si menano all'apparenza per futili motivi.

Un disagio che è vissuto come un degrado, tanto più a due passi dal cuore urbano. E questo nonostante il Comune abbia dato il via libera al Grande Fratello proprio per scoraggiare episodi del genere e microcriminalità.

Adesso, però, arriva anche il segnale forte del questore che ha deciso di mandare a Rovereto volanti e squadre anticrimine per tamponare un fenomeno che preoccupa molti.

L'ultimo episodio che ha scatenato le vibrate proteste è del tardo pomeriggio di lunedì scorso, ancora una volta tra corso Rosmini e l'Urban City.

C'è chi parla di rissa e chi di una lite, ancorché feroce, tra due persone.

La ricostruzione della polizia, alla fine, è la più chiara: un uomo di mezza età, manutentore all'ospedale Santa Maria del Carmine, ha notato una ragazza in lacrime alla fermata dell'autobus su corso Rosmini e l'ha avvicinata per sincerarsi delle sue condizioni.

A quel punto, per motivi ancora ignoti, da dietro sono arrivati due ragazzi che l'hanno colpito violentemente alla testa e poi l'hanno ripetutamente picchiato.

Del fatto, però, non ricorda nulla. Le prime verifiche parlano di due ragazzi, forse dell'Est Europa, immortalati dalle videocamere e che a breve saranno identificati dalla polizia.

Al di là della dinamica, però, il risultato finale non cambia visto che in città è riesploso il caso della violenza giovanile, da anni denunciato dalle forze politiche di opposizione e, di fatto, il pungolo che ha accelerato l'ampliamento della videosorveglianza.

E uno dei posti «caldi» è, manco a dirlo, proprio l'Urban City, piazza diventata ormai nota per il ritrovo post-adolescenziale sopra le righe.

E le cause scatenanti sono le più disparate: dai furti di telefonini ai «tradizionali» sguardi di traverso.

Le forze dell'ordine, dal canto loro, fanno quello che possono ma il clima, specie all'ex stazione delle corriere, è davvero pesante.

Perché gli operatori economici parlano di dispetti, di «personcine» tutt'altro che a modo che si comportano come se l'ambito fosse territorio loro e di beghe frequenti tra gruppi più o meno numerosi di ragazzi.

Questi drappelli di «ragazzacci» più o meno organizzati e, soprattutto, violenti come detto agiscono in angoli specifici di Rovereto e in pieno giorno, incuranti degli sguardi evidentemente non indiscreti dei passanti.

Anche per questo il Comune ha confermato l'investimento in videocamere, un modo per tenere letteralmente d'occhio l'area centrale della città e provare a fare da deterrente.

E la coperatura video delle strade e delle piazze per garantire sicurezza è addirittura finanziata dal ministero dell'Interno di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze grazie ad un provvedimento assunto dal governo lo scorso ottobre.

Il via libera, poi, è arrivato a dicembre e la giunta ha quindi richiesto alla Smr - di concerto con la direzione generale, il servizio tecnico e sviluppo strategico, il servizio patrimonio e finanze di palazzo Pretorio ma pure il corpo intercomunale di polizia locale Rovereto e Valli del Leno - di predisporre un aggiornamento del progetto di videosorveglianza approvato nell'ottobre 2020 al fine di presentare domanda di finanziamento secondo i termini e le modalità previste. Via libera, dunque, all'ampliamento del sistema di videosorveglianza di Rovereto collegato alla centrale operativa dei vigili urbani.