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CALDES. Un minuto di silenzio. Il dolore non solo di una valle, ma dell’intera comunità trentina. Alle 15 di oggi, mercoledì 12 aprile, è iniziato a Caldes il funerale di Andrea Papi, il 26enne ucciso dall'orso nel tardo pomeriggio di una settimana fa. Tantissime le persone – molte le autorità politiche trentine presenti - arrivate per l’occasione in Val di Sole.
All’interno della chiesa di San Bartolomeo tutti i familiari e gli amici di Andrea. “Perché deve restare una cerimonia vera, della famiglia, della nostra piccola comunità - aveva spiegato il sindaco di Caldes, Antonio Maini - Le altre persone potranno seguire la cerimonia religiosa dall'esterno, grazie ad una serie di altoparlanti».
La Chiesa si trova a poche decine di metri dalla casa della famiglia Papi, lungo via 4 Novembre. «La via resterà chiusa al traffico da prima del funerale - spiega ancora il sindaco - come ci saranno anche altre strade vietate alle macchina. C'è un parcheggio molto grande un po' distante dalla chiesa ma è previsto un servizio navetta. Comunque chi verrà troverà le indicazione esatte per raggiungere le zone di sosta e quindi la zona della chiesa di San Bartolomeo che potrà accogliere circa 150 persone».
L'ordinanza di Caldes che ha indicato il lutto cittadino per la giornata di oggi, è stata firmata lunedì, giorno di Pasquetta, e poi lo stesso testo è stato usato dalle altre amministrazioni solandre. Ordinanze che dispongono «la proclamazione del lutto cittadino per il giorno mercoledì 12 aprile 2023, giorno nel quale si svolgeranno i funerali di Andrea Papi, in segno di cordoglio per la sua tragica scomparsa».
Caldes è un piccolo Comune e tutti si conoscono, almeno di vista. La morte di Andrea è un lutto che colpisce tutti. «Il paese è sconvolto e arrabbiato. Le parole della lettera della mamma di Andrea, sono le parole di tutti noi. È morto un nostro ragazzo è siamo scossi per il lutto. Ma siamo arrabbiati anche perché morto a causa dell'aggressione da parte di un orso. E non doveva succedere». A chi dalla città giudica chi praticamente convive con il plantigrado, il sindaco risponde pacatamente.
«L'orso è nel paese. Magari chi non conosce il posto pensa che Andrea sia andato a correre in luoghi impervi, selvatici. Ma lui era su una strada forestale, in una parte della montagna che viene vissuta e "lavorata" da tante persone. È montagna ma non è un luogo isolato e nascosto. Mi è stato chiesto di emettere un'ordinanza per mettere in sicurezza e miei concittadini. Ma cosa dovrei scrivere nell'ordinanza? Non uscite di casa? Perché, appunto, l'orso è sotto casa non in un luogo diverso».


