CLES. Un’annata da record per Melinda, che chiude la campagna commerciale 2025/26 con il liquidato ai soci più alto della propria storia: oltre 220 milioni di euro. Il Consorzio delle cooperative frutticole della Val di Non e della Val di Sole ha registrato un fatturato lordo di circa 390 milioni di euro, a fronte di una produzione superiore alle 410mila tonnellate di mele, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente.

I risultati, presentati dal Consiglio di amministrazione in vista dell’assemblea di novembre, arrivano nonostante un contesto economico difficile. Conflitti internazionali, rincari energetici e problemi logistici hanno pesato sulle esportazioni, costringendo il Consorzio a individuare rotte alternative per raggiungere i mercati esteri. Aumentano inoltre i costi di produzione, mentre si riducono i margini delle singole aziende agricole.

«È un risultato che ci dà soddisfazione perché premia il lavoro dei soci, delle cooperative e di tutto il personale», commenta il presidente Ernesto Seppi, sottolineando però le difficoltà del settore. «Fare agricoltura oggi significa sostenere costi elevati, affrontare rischi crescenti e assumersi ogni giorno la responsabilità di un’impresa, con margini che però continuano a ridursi».

Tra le principali preoccupazioni figurano siccità, gelate primaverili e malattie delle piante, in particolare cimice asiatica e scopazzi del melo. La disponibilità d’acqua diventa decisiva sia per l’irrigazione sia per gli impianti antibrina. «Acqua e difesa della produzione sono due priorità che non possono essere affrontate soltanto quando arriva l’emergenza», avverte Seppi, chiedendo più ricerca, programmazione e interventi tempestivi per tutelare il futuro della frutticoltura trentina.