TRENTO. Ci saranno meno mele trentine da portare sul mercato al termine della raccolta 2026. La campagna è ancora in corso, soprattutto nelle principali zone frutticole della Val di Non, ma il quadro che sta emergendo indica una diminuzione dei quantitativi di almeno il 9% rispetto alla scorsa stagione. Un arretramento che non si vedeva con questa intensità da diversi anni.

Dietro alla riduzione del raccolto c’è soprattutto l’andamento meteorologico. Caldo prolungato e disponibilità d’acqua ridotta hanno condizionato lo sviluppo dei frutti e inciso sulle rese dei meleti. E il bilancio potrebbe ulteriormente peggiorare quando tutte le mele saranno state staccate dagli alberi. Il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi ritiene infatti possibile una perdita superiore a quella indicata dalle prime previsioni.

In Alto Adige la diminuzione prevista si ferma attorno al 2%. La diminuzione delle quantità non significa però un raccolto compromesso sotto ogni aspetto. La qualità delle mele rimane buona, elemento che attenua almeno in parte le conseguenze di una campagna povera sul piano dei volumi.