CLES. La produzione scende, seguendo un andamento che interessa anche il resto d’Europa, ma la qualità delle mele si annuncia eccellente. È entrata nel vivo la raccolta nel Distretto della Mela della Val di Non e della Val di Sole, un appuntamento che coinvolge circa 15 mila operatori, tra agricoltori locali e lavoratori stagionali. Una stagione segnata dalla lunga estate calda e da una crescente pressione sulle risorse idriche. Le operazioni, iniziate a metà agosto con le varietà più precoci, SweeTango e Gala, proseguiranno fino a ottobre inoltrato con quelle tardive.

Per conoscere il dato definitivo sulla produzione bisognerà attendere la conclusione della raccolta, mentre sulla qualità le indicazioni sono già positive. «Quest’anno la produzione di mele è in calo, come d’altro canto in tutta Europa, ma la qualità è elevata», spiega Simone Dalpiaz, responsabile qualità del Consorzio Melinda. Le escursioni termiche della montagna, con notti più fresche tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, hanno favorito soprattutto Golden e varietà club. Il caldo prolungato, però, ha riportato in primo piano il tema della disponibilità d’acqua, considerato strategico per il futuro della melicoltura.

La raccolta rappresenta anche uno dei momenti economicamente e socialmente più importanti dell’anno per le valli del Noce. Nel 2025 le assunzioni agricole nelle valli di Non e Sole rappresentavano circa la metà di quelle registrate nell’intera provincia. Particolarmente rilevante è il contributo dei lavoratori stranieri: lo scorso anno erano oltre 12.700, pari a circa quattro quinti degli occupati complessivi, con Romania, Senegal, India e Pakistan tra i Paesi maggiormente rappresentati. Le donne costituiscono invece, negli ultimi anni, circa un quarto della forza lavoro.

Dietro ai numeri c’è una macchina organizzativa che ogni autunno torna a mobilitare intere comunità. Nei frutteti si ritrovano agricoltori, famiglie e stagionali, spesso legati da rapporti costruiti e consolidati nel corso degli anni. La raccolta diventa così il momento culminante di dodici mesi di lavoro e, allo stesso tempo, un appuntamento collettivo che continua ad avere un peso decisivo per l’economia e la vita sociale delle due valli.