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SEGNO. «Era un figlio meraviglioso. Serio, impegnato nello studio. Come si fa?». Riesce a pronunciare solo poche parole Sukhdev Singh e sono solo parole d'amore per un figlio che non c'è più. Come si fa, a vivere dopo aver perso un figlio? Quella di venerdì era una serata di festa: Sukhdev e la moglie Kulwant, hanno dovuto accorrere sul luogo dell'incidente dopo aver saputo. Avevano salutato Sukhpreet poco prima, quando se n'era andato assieme all'amico.
La casa di via Sonora, di fronte alla Cassa rurale, ieri è stata un viavai, mesto ma allo stesso tempo affettuoso. Tanti compaesani hanno voluto stringersi a Sukhdev e Kulwant, e a Navpreet e Prabhpreet, il fratello maggiore e la sorella minore di Sukhpreet.
A sera, è stata poi la comunità indiana a cercare di fare forza ai familiari del ventenne. Mamma Kulwant, in mattinata aveva avuto un malore e dopo essere stata assistita dal personale dell'ospedale di Cles ha potuto tornare a casa e provare a riposare, a non pensare.«Siamo tutti stravolti, non possiamo che stare loro vicini in questo momento», hanno aggiunto parenti e amici della famiglia, che vive a Segno da quasi venticinque anni e da sempre è apprezzata: mamma e papà grandi lavoratori, i tre ragazzi impegnati nella comunità e negli studi.«Venerdì sera ho raggiunto personalmente il luogo dell'incidente - ha spiegato la sindaca di Predaia Giuliana Cova - e oggi (ieri, ndr) ho portato ai familiari la vicinanza di tutta la comunità. Sukhpreet era un ragazzo che si era sempre distinto per la sua serietà e il suo impegno, è una tragedia che tocca tutti noi».
«Sukhpreet era davvero un ragazzo di cui tutti sentiremo la mancanza», è il ricordo di Pietro Torresani, uno dei compagni di classe di Sukhpreet Singh della 5 informatico A del Pilati di Cles: «Aveva da sempre la passione per l'informatica, era davvero un fenomeno in quel campo, tanto che la scelta di proseguire gli studi a Ingegneria informatica era stata naturale e gli stava dando soddisfazioni. Sukhpreet poi era davvero un ragazzo generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri. So che aveva iniziato da poco ad andare in moto. Quello che è successo ci ha lasciati tutti senza parole, perché di sicuro non era il tipo di persona imprudente alla guida, la caduta non può essere stata figlia di un'imprudenza poi purtroppo la dinamica è stata davvero terribile, sfortunata. Siamo tutti increduli e addolorati». Le. Po.





