STORO. Le Miniere di Darzo tornano a vivere dopo un importante intervento di recupero che restituisce al territorio uno dei luoghi simbolo della sua storia industriale. La tradizionale Festa in Montagna, organizzata dall'Associazione Miniere Darzo APS, è stata quest'anno l'occasione per inaugurare ufficialmente i lavori di restauro degli edifici storici e della galleria Santa Barbara, alla presenza dell'assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa, delle autorità locali e di numerosi cittadini.

L'intervento, dal valore complessivo di 752 mila euro, è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. La Provincia autonoma di Trento ha finanziato il 60% dell'opera con 457 mila euro, mentre il Comune di Storo ha contribuito con 245 mila euro. Al progetto hanno partecipato anche la Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella, l'ApT Madonna di Campiglio e l'Asuc Darzo, mentre l'associazione promotrice ha sostenuto parte delle spese attraverso autofinanziamento, raccolte fondi e donazioni.

«Il recupero del sito delle Miniere di Darzo dimostra come la memoria storica possa trasformarsi in un motore di sviluppo culturale e turistico per le nostre valli», ha sottolineato Francesca Gerosa, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni e volontari. L'assessore ha inoltre ringraziato l'Associazione Miniere Darzo per il lavoro svolto negli anni e ha ricordato il contributo degli studenti del Polo Veronesi di Rovereto, autori dell'installazione permanente inaugurata durante la giornata.

Per il sindaco di Storo, Nicola Zontini, la riapertura rappresenta un momento significativo per tutta la comunità. «Questo sito ha garantito per decenni lavoro e sviluppo economico a Darzo e a Storo. Oggi, grazie al nuovo polo museale, diventa anche una risorsa culturale e turistica per la Valle del Chiese e per l'intero ambito Campiglio Dolomiti».

La cerimonia è stata accompagnata dalle visite guidate agli spazi restaurati, tra cui le ex officine, la sala compressori, la segheria e la galleria Santa Barbara. A rendere ancora più coinvolgente l'esperienza sono state le testimonianze degli ex lavoratori dell'industria della barite, che hanno raccontato ai visitatori la vita quotidiana all'interno del complesso minerario.

Al taglio del nastro hanno preso parte, oltre a Gerosa e Zontini, il direttore del MUSE, Massimo Bernardi, il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, il presidente dell'ApT Tullio Serafini, il presidente dell'Associazione Miniere Darzo Emanuele Armani, la vicepresidente Marisa Marini e i rappresentanti degli enti che hanno sostenuto il progetto.

«Oggi è una tappa fondamentale per la storia delle miniere di barite, attive dal 1894 al 2009», ha commentato Emanuele Armani. «Da vent'anni la comunità è impegnata nella tutela di questi luoghi e vedere il sito pronto ad accogliere visitatori e turisti è motivo di grande orgoglio». Sulla stessa linea la vicepresidente Marisa Marini, che ha ricordato il motto dell'associazione: «Se uno ricorda da solo è solo un ricordo. Se molti ricordano insieme, è l'inizio di una nuova comunità».