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BORGO CHIESE. Aprire un'azienda agricola era il loro sogno, e passo dopo passo tra fatiche e sacrifici Virginia Gualdi, 35 anni di Condino, e il marito Manuel Zorzi, 45 anni di Bersone, sono riusciti a trasformarlo in realtà. Un progetto articolato con una filosofia precisa: prendersi cura dell'ambiente, delle piante e delle persone, offrendo un prodotto genuino.
«Ho iniziato raccogliendo erbe spontanee per Noris Cunaccia di Primitivizia - racconta Virginia -. Questo mi ha portata a iscrivermi a Scienze Gastronomiche a Parma. Accanto a me c'è Manuel, agronomo e grande conoscitore di erbe. Nel 2019 abbiamo aperto l'azienda agricola "Virgie" con l'idea di produrre mele in Valle del Chiese».
Una scelta controcorrente per questo territorio. «Abbiamo bonificato un terreno abbandonato, ormai imboschito: abbiamo riscoperto i terrazzamenti, i muri a secco. È stato il terreno a guidarci verso varietà tradizionali di mele, oggi scomparse perché considerate poco appetibili dal mercato». Una libertà produttiva possibile grazie alle dimensioni ridotte dell'azienda: «Siamo una micro realtà che presidia il territorio. Possiamo permetterci di puntare sulla qualità più che sulla quantità. Seguiamo ogni pianta con cura, dedichiamo tempo alla selezione».
Fondamentale è il concetto di multifunzionalità agricola. «Volevamo creare prodotti capaci di portare gioia nella vita delle persone. Il nostro slogan è "La frutta che sa di frutta": deve coinvolgere i sensi, profumare, invitare chi l'assaggia a venire in frutteto. Spesso si dimentica che agricoltura significa generare esternalità positive, nutrire le persone, evitare i pesticidi, essere sostenibili anche socialmente. Mantieni vivo un territorio, ti prendi cura del paesaggio: generi bellezza, e quella bellezza diventa un bene condiviso. Per questo faccio fatica a usare la parola clienti: con molti si crea un ottimo rapporto».
Accanto alla multifunzionalità verticale c'è quella orizzontale. «Per una micro azienda la diversificazione è vitale. Per noi è importante anche conferire ad Agri '90 e alla Cantina Toblino: si costruisce una rete, sinergie. Da maggio iniziamo con le fragole; a metà giugno arrivano i mirtilli, poi a luglio ribes e albicocche, fino a una seconda varietà di mirtilli ad agosto. Poi iniziano 12 varietà di mele, a settembre entrano in produzione anche i vigneti».
Nemmeno l'inverno concede tregua. «Ci dedichiamo alla pianificazione agronomica: è fondamentale, anche se siamo sempre in balia di ciò che detta la natura, danni compresi: un giorno piove, il giorno dopo grandina. Per questo occorre essere felici quando piove. Il mestiere del contadino è ancora scomodo e faticoso, ma insegna a essere resilienti, a vedere il lato positivo, a tenere accesa la propria luce».
Dopo la nascita del loro primo figlio, Virginia e Manuel stanno completando un nuovo tassello: un magazzino per la frutta. «Per noi è stato un passaggio obbligato, ci serviva uno spazio dedicato alla logistica». Lo stabile, visibile dalla statale del Caffaro, risale al 1863 e si trova a Cimego, dove un tempo sorgeva un'antica fucina. Sarà pronto il prossimo anno. «La struttura seguirà i ruderi che abbiamo trovato. Nel piano interrato i frutti verranno conservati con metodo ipogeo. È il primo esempio in Valle del Chiese e ci permetterà di essere sostenibili, abbattendo consumi ed emissioni. Tutto questo è possibile grazie alla posizione strategica: l'ombra della montagna e la vicinanza al fiume Chiese garantiscono frescura e umidità, preservando aromi e profumi della frutta». Tutto, ancora una volta, nell'ottica di offrire davvero "frutta che sa di frutta".


