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Tir dal Bus de Vela a Brescia

per evitare pedaggi autostradali

E scattano i controlli

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«Ci sono camion, soprattutto di stranieri, che per evitare il costo dell’autostrada e i maggiori controlli, escono al casello di Trento, imboccano la strada del Bus de Vela, percorrono tutta la via delle Giudicarie e arrivano a Brescia, dove riprendono l’autostrada. Così facendo complicano il traffico su strade tortuose e danneggiano il fondo stradale. Per non parlare del ponte di Caffaro, sul quale passano anche se la portata è stata ridotta a causa delle condizioni del manufatto».

Questo ritornello ormai si ripete da tempo nei bar. E quando un ritornello si ripete, la musica diventa sempre più forte. A dire il vero non tutti sono così convinti. Tempo fa, per esempio, Stefano Bertuzzi (comandante della polizia locale della valle del Chiese) aveva sdrammatizzato, affermando che «sì, può essere che qualcuno usi questa scorciatoia. Ma è un fenomeno marginale».

Carlo Marchiori, collega di Bertuzzi, comandante della Polizia con sede a Tione, non ha certezze più salde. Tuttavia nei giorni scorsi, nell’ambito della vigilanza stradale del territorio di competenza, ha avviato controlli piuttosto rigidi. Apriti cielo! C’è subito chi si è scatenato fra social e bar.

«Proviamo a fare un po’ di chiarezza», avverte Marchiori. «È vero. Nelle ultime settimane il Corpo di Polizia delle Giudicarie si sta avvalendo della collaborazione del Nucleo Autotrasporto della Polizia locale di Trento per eseguire verifiche più particolareggiate sulla circolazione dei mezzi pesanti. Le Amministrazioni comunali aderenti alla gestione associata del Corpo di Polizia locale avevano evidenziato il sempre più frequente transito, maggiormente percepito dalla popolazione di Comano Terme e della Busa di Tione, di veicoli pesanti, di cui molti, magari anche stranieri, totalmente estranei al contesto locale. Le strade sono sempre più spesso percorse da questi autoveicoli (autocarri e autoarticolati), in particolar modo sulla statale 237 nella tratta Comano-Tione, che facendo parte del percorso Trento-Brescia, sembra a volte sia scelta per la ricerca del contenimento del costo del pedaggio autostradale e della minor probabilità di incappare in controlli specifici».

Nel dettaglio cos’è successo? Il comandante Carlo Marchiori spiega: «I servizi resi dalla Polizia locale del capoluogo compensano l’attività svolta in città dal nostro Corpo in occasione di grandi eventi come ad esempio l’Adunata nazionale degli Alpini. Terminata la collaborazione con Trento i controlli sui mezzi pesanti verranno comunque intensificati anche senza il supporto del nucleo specialistico. Oggetto dei controlli su strada sono ad esempio: i periodi di guida giornalieri e settimanali; le interruzioni ed i periodi di riposo; i dati memorizzati nel crono-tachigrafo; gli eventuali superamenti dei limiti di velocità e di carico. Tutti fattori che incidono in maniera determinante sulla sicurezza della circolazione e, dato non marginale, sulla concorrenza sleale che a volte viene perpetrata ai danni delle aziende locali che rispettano le regole».

Come dire? Sarà impopolare, ma necessario. «E poi - conclude Marchiori - non è detto che far rispettare le leggi sia tanto impopolare».

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