Sanità / La polemica

Il nuovo ospedale di Cavalese e i progetti taciuti: i sindaci solidali "assolvono" Zanon. Le dimissioni per ora restano solo annunciate

Il commissario (ed ex presidente) della Comunità di valle di Fiemme ha esposto in una seduta della Conferenza dei sindaci la propria versione sulla storia dell'email "fantasma" e dei piani che risalgono già a 16 mesi fa, quasi un anno prima delle comunicazioni ufficiali del marzo 2021

RETROSCENA Zanon e Welponer e quei progetti "segreti"
LA SPINTA Così l'Apss bocciava la ristrutturazione
IL CASO Tutti sapevano tutto già un anno fa
PROVINCIA Le minoranze chiedono un Consiglio provinciale straordinario
REAZIONI Il «meteorite» Mak travolge Cavalese

 

di Andrea Tomasi

CAVALESE. Una leggerezza, uno scivolone, un brutto capitolo che qualcuno vorrebbe lasciarsi alle spalle. I termini per salvare Giovanni Zanon ed evitare le sue dimissioni, annunciate e per ora non consegnate, sono molteplici.

Ieri, 12 ottobre, in una "riunione fiume" della Conferenza dei sindaci è stata ascoltata la sua versione sulla storia dell'email fantasma, una versione che conferma quanto scritto da l'Adige.

I sindaci lo hanno ascoltato ed hanno sostanzialmente fatto quadrato, con qualche distinzione, accreditando l'ipotesi di una caduta in fallo, un incidente.

Zanon e la sua email - con cui, nel maggio 2020, inviava all'allora sindaco di Cavalese Silvano Welponer le planimetrie del possibile nuovo ospedale nella piana di Masi - restano una segno indelebile nella partita politico-sanitaria delle valli di Fiemme, Fassa e Cembra.

Un anno prima che la Mak Costruzioni, a capo di un'Assocazione temporanea di imprese (Ati), presentasse un "pacchetto all inclusive" (120 milioni di euro) per realizzare la «Città della Salute» nell'Orto dei Pezi di Masi (un disegno appetibile e alternativo a quello da 46 milioni di recupero dell'ospedale esistente), c'era chi aveva in mano tutti i dettagli.

Negli allegati il nome della società di Lavis non compare, ma la questione non è se nella primavera 2020 degli imprenditori stessero lavorando per fare un ospedale in project financing (progetto poi proposto nel marzo 2021).

Il nodo è che degli amministratori pubblici non hanno portato le carte all'attenzione dei cittadini: non in Comunità di Valle - di cui Zanon era presidente e oggi commissario - non in consiglio comunale a Cavalese e non in consiglio provinciale a Trento.

Sono passati 16 mesi e nessuno oggi parlerebbe di queste informazioni nascoste all'opinione pubblica se l'attuale sindaco di Cavalese Sergio Finato in settembre non avesse trovato il messaggio di Zanon nella posta ricevuta sull'account ereditato dal precedente inquilino del Municipio e non ne avesse dato comunicazione al Navip (il Nucleo di analisi provinciale chiamato a valutare l'interesse pubblico della proposta di partenariato pubblico-privato promossa dall'Ati capitanata dalla Mak). Introvabile, anche ieri, l'ex sindaco Welponer.

Lo stesso vale per il governatore Maurizio Fugatti, che non ha risposto alla nostra richiesta di chiarimenti.

Irraggiungibile pure il sindaco Finato, in questa fase isolato nel mondo dei sindaci fiemmesi.

Stando ad indiscrezioni, tuttavia, il "numero uno" di Cavalese in conferenza ha ribadito di non voler essere complice di un metodo nel quale non si riconosce.

I primi cittadini di Panchià e Ville di Fiemme, Gianfranco Varesco e Paride Gianmoena, hanno criticato la mancanza di trasparenza di Zanon ma non hanno espresso vicinanza a Finato, "reo" di aver informato del caso il Navip.

Per il resto: silenzio e solidarietà di fatto e un «noi non ne sapevamo niente» da parte dei sindaci.

Convitato di pietra nella riunione di ieri è stato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che - Zanon lo ha ribadito durante la riunione - gli aveva chiesto di tenere riservate le informazioni: dati, piantine, planimetrie sul «piano Noc» (Nuovo ospedale Cavalese). Materiale, questo, che stava saldamente in alcune mani.

Intanto sulla sua pagina Facebook Zanon raccoglie la solidarietà di amici e alleati.

In un post con l'immagine di un tronco trasformato in scultura scrive: "Quando alcuni anni fa raccolsi questo povero legno, non pensavo potesse diventare un povero Cristo, e soprattutto quasi quasi rispecchiare il proprio stato d'animo di questi giorni ...sentirsi in croce... ( in dialetto 'tacà zù')".

Pollice in alto del vicepresidente della Provincia Mario Tonina e dell'ex assessore Silvano Grisenti, che cita Sciascia.

Intanto, alla luce di quanto riportato nelle ultime settimane da l'Adige sulla partita dell'ospedale di Cavalese, su proposta del Pd, le forze di minoranza hanno chiesto la convocazione straordinaria ed urgente di una seduta del consiglio provinciale.

Lo fa sapere la capogruppo Sara Ferrari.

Ad occuparsi, fin dai primi giorni della questione sanitaria a Cavalese. è stato il consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi, che ieri in un'interrogazione torna sulla storia dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

L'Apss - ricordiamo - in una lettera del luglio scorso ha scritto al Navip (Nucleo di analisi e valutazione degli investimenti pubblici): una comunicazione in cui si esprimeva a favore della realizzazione di un nuovo «polo della salute» e della non opportunità di mettere mano al vecchio edificio.

«Nella versione offerta oggi da Apss - fa notare Degasperi - sembra passare l'idea che la ristrutturazione fosse un intervento sull'edificio esistente con coincidenza tra lavori interni e gestione sanitaria.

Certamente alcune lavorazioni del nuovo cantiere potrebbero causare disagi per il rumore ma per il resto, con adeguata programmazione delle diverse fasi l'attività ospedaliera sarebbe garantita senza la benché minima interferenza (...)Che la ristrutturazione interferisca con l'attività sanitaria è una ovvietà e non meriterebbe commenti se non per il fatto che in realtà il progetto previsto fino alla proposta di Ppp non è una ristrutturazione».

Degasperi - che da sempre parla di gestione opaca della politica sanitaria - chiede se nel corso dell'istruttoria che ha portato alla predisposizione della progettazione architettonica l'Apss abbia sollevato eccezioni o dubbi oppure depositato osservazioni circa la compatibilità tra il cantiere del nuovo ospedale e l'attività sanitaria, ed eventualmente quali.

Chiede inoltre i nomi e la qualifica dei rappresentanti dell'Azienda sanitaria che hanno partecipato alle varie fasi istruttorie (studio, predisposizione del bando, commissione giudicatrice).

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