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LEDRO. Aggredita alla schiena da un orso e divorata viva. È stata predata così Melissa, una vacca pezzata rossa di cinque anni e gravida, che avrebbe dovuto partorire a novembre. L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Guì, sopra la Val Concei.
«La carcassa di Melissa è stata trasportata a valle dall'elisoccorso – spiega l'allevatore Luciano Prandi – perché c'era un rischio sanitario. La mucca è stata trovata vicino al rio. È stata raggiunta dall'orso, assalita sulla schiena e trascinata per circa 100 metri».
All'appello manca anche la vitella Vila, fuggita dopo l'attacco. «Mio figlio è salito in malga la mattina successiva per mettere al sicuro le altre 21 vacche. Sono impaurite e non mangiano. Secondo le norme sul benessere animale non posso però chiuderle nella stalla di Guì, che è troppo piccola».
Luciano Prandi sottolinea come il pascolo rappresenti l'habitat ideale per gli animali, ma anche una criticità per la presenza dei grandi predatori. «Le lasciamo all'aperto come previsto e vengono predate: è un controsenso. A Guì non è nemmeno possibile installare recinzioni. È una situazione insostenibile. Nei piccoli allevamenti gli animali hanno ancora un nome. Abbattere un orso problematico che frequenta le malghe significa evitare che altri si avvicinino e proteggere il bestiame».


