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Rifiuti, serve il porta a porta spinto

La proposta del comitato Rifiuti zero

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Il comitato «Rifiuti Zero» prende spunto da una recente dichiarazione del sindaco di Arco, Alessandro Betta, sulla situazione delle isole ecologiche nel comune di Arco, per rilanciare le proprie proposte in materia di raccolta rifiuti.
«Tutti i comuni dell’Alto Garda - scrive il comitato - stanno portando avanti una raccolta rifiuti con un sistema porta a porta misto (stradale e porta a porta), invece di un sistema porta a porta spinto, che, come comitato “Rifiuti Zero”, si era proposto in Comunità, con una  proposta di delibera popolare (con allegata la documentazione di una raccolta di 1415 firme) che ci è stata bocciata assieme al relativo ricorso, dal Comitato esecutivo. Altra negatività, in merito ai rifiuti, sono le nuove isole ecologiche semi-interrate (59 in totale, di cui 24 solo in Valle di Ledro) che dovrebbero sostituire le attuali.
Passare a un sistema di isole ecologiche diverse, non cambia di molto la situazione, in quanto i controlli, anche se fatti con la video sorveglianza, non sono perfetti, non raggiungono tutti i punti critici e nei sacchetti dei rifiuti depositati nelle campane, non si può controllare quello che l’utente smaltisce.
Si ricorda che nel comune di Villa Lagarina, passato recentemente al  sistema di raccolta rifiuti porta a porta spinto, la percentuale di differenziata, è passata in circa un anno dal 69-70% all’attuale 78%, con una diminuzione del residuo secco da 93 kg pro capite a 58 kg pro capite. Questi risultati permettono di diminuire anche la Tari pagata dagli utenti. Altri comuni, come Avio e Brentonico, seguiranno l’esempio di Villa Lagarina
Pertanto, visto che il nuovo contratto per l’appalto della raccolta dei rifiuti per l’Alto Garda e Ledro, partirà solo nel 2019, si vuole tornare a proporre alle amministrazioni comunali e alla Comunità di ripensare all’attuale sistema di raccolta misto (stradale e porta a porta) a favore del porta a porta spinto, con maggiori controlli.
Nell’evidenziare, come già fatto in ripetute occasioni, le contraddizioni esistenti tra le soluzioni scelte a tavolino dal focus group e l’assoluta inconsistenza dei risultati attesi che si attesterebbero al 70% circa di raccolta differenziata, si propone di aumentare notevolmente le zone dove verrà eseguito il porta a porta, riducendo il numero delle isole ecologiche a qualche unità. I maggiori costi che ne deriverebbero saranno ampiamente compensati dal miglioramento in quantità e qualità della raccolta differenziata e dai contributi versati dai consorzi Conai».

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