Secondo l’Ente nazionale per la protezione degli animali, il provvedimento, "a cui si erano opposte le associazioni che partecipano al piano di gestione del Parco,è rimasto “quiescente” per quasi dodici mesi ed è stato poi riesumato lo scorso 13 ottobre - in piena campagna elettorale per il rinnovo della Provincia - con una integrazione che, oltre a prevedere consistenti rimborsi per i cacciatori che uccidono gli ungulati, fissa addirittura un prezzo per l'acquisto della loro carne (3,5 euro al chilo). Ovviamente, sempre a beneficio delle doppiette"