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TRENTO. Il 2023 potrebbe essere l'anno del sorpasso nel numero degli abbattimenti: più cervi che caprioli. Per chi si occupa di gestione della fauna, non è solo una curiosità statistica: nei censimenti, dal 2018 al 2021 i cervi sono aumentati da 12.000 a 14.434, i caprioli sono calati da 36.121 a 30.053. Lo scorso anno furono uccisi 3.644 caprioli e 3.491 cervi. Ora il numero di cervi da abbattere è stato alzato a 4.409. «Il cervo» spiega Sergio Tonolli, sostituto dirigente del Servizio faunistico provinciale «si sta diffondendo e c'è stata una evoluzione ambientale e forestale che crea condizioni ad esso confacenti».
«Una maggiore presenza della specie è causa di competizione interspecifica con capriolo e camoscio, a detrimento di queste due specie, di danni alla rinnovazione forestale e all'agricoltura, con impatti negativi di carattere economico, e in alcuni contesti di interferenza con la viabilità (il numero di incidenti è in aumento, ndr)»


