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PEIO. Val di Peio, frazione di Comasine. Luogo che ha dato i natali alla famiglia di Giacomo Matteotti, politico assassinato dai fascisti. È nella località Santa Lucia, accanto al cimitero, che è stata trovata un'asina a terra. Morta, ovviamente. Sbranata, manco a dirlo, dall'orso.
L'asina è di Lorenzo Andreotti, presidente degli allevatori solandri, che attacca. «Bisognerebbe far vedere agli animalisti come è ridotta, per chiedere loro cosa ne pensano». L'immagine è orrenda, tanto che noi pubblichiamo la foto meno "impressionante". L'asina uccisa era gravida da quattro mesi. Le altre tre bestie che erano con lei si sono salvate.
«Avevo gli animali dentro un recinto elettrificato, fatto a regola d'arte, ma questo non è bastato. Dell'indennizzo che riceverò per l'uccisione non me ne frega niente. Questi asini hanno per me un valore affettivo. Li metto a disposizione per la tradizionale ricorrenza di Santa Lucia a dicembre, sono gioia per i bambini».Andreotti riflette sulla pericolosità della montagna solandra. «In parte una psicosi, ma c'è del vero: chi si fiderà adesso andare alla sera nel cimitero di Santa Lucia, proprio dove l'asina è stata uccisa?».
E annuncia che non andrà a recuperare l'animale predato. «Mi rifiuto. Se lo vuole, se la porterà via la forestale». Non si tratta ovviamente della prima predazione: la scorsa settimana è stata sbranata una vitella a Comasine, di proprietà di un altro allevatore del posto. Se sia stata opera di lupo o orso, questo non è chiaro. «La preoccupazione per gli avvistamenti c'è, anche se tutto sommato questa estate grossi problemi non ce ne sono stati. Il clima non è dei migliori. Il dialogo con la politica è costante e positivo, ma sappiamo anche noi che la Provincia ha le mani legate e può far poco».


