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TRENTO. "Se avessero ragione i periti veterinari che mettono in discussione l'identificazione con Jj4 dell'orso coinvolto nell'incidente mortale nei boschi di Caldes il 5 aprile scorso, ulteriori dubbi calerebbero su una vicenda che appare ben lontana dall'essere ancora chiarita in tutti i suoi aspetti.
Inoltre, resta in campo l'ipotesi del bracconaggio per M62 - altro orso di 4 anni condannato dalla Provincia autonoma di Trento e trovato morto sopra il lago di Molveno - in quanto l'esame autoptico non ha individuato le cause del decesso".
Lo afferma Michela Vittoria Brambilla, deputata e presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, commentando le affermazioni della Leal-Lega antivivisezionista a proposito della perizia forense veterinaria.
La ex ministra (già Forza Italia, oggi indipendente in Noi Moderati) guarda anche agli anni scorsi: "Non dimentichiamo che nel 2015-16 ben tre orsi - F5, M6 e M21 - furono uccisi col veleno in Trentino, in una fase di tensione determinata dal caso dell'uomo ferito a Cadine nel giugno del 2015. Ma noi abbiamo piena fiducia nella magistratura, perciò abbiamo presentato una denuncia contro ignoti proprio per la morte di M62, sulla quale devono essere dissipati i dubbi, in un senso o nell'altro. L'apertura di un fascicolo da parte della Procura è un passo essenziale.
Nel complesso, ci sono troppe perplessità su fatti che devono essere definitivamente accertati.
La mancanza di trasparenza, la fretta e l'arroganza dell'amministrazione Fugatti non fanno che accrescere il clima di odio e di paura nei confronti dei plantigradi, potenzialmente con gravi conseguenze".
Sulla questione orsi interviene di nuovo anche il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida (FdI): "La vicenda dell'orsa in Trentino dimostra che le attuali normative hanno appurato le criticità. Se non è stata Jj4, è stato un altro animale attualmente in libertà e potrebbe ripetersi quello che è successo, i nostri cittadini non devono rischiare se vanno a fare una passeggiata.
Quanto accadutoe il clamore mediatico che ne è scaturito non dove mettere in discussione la posizione per razionalizzare le diverse presenze nell'ecosistema. Devono sopravvivere tutte le diverse specie e perché possano convivere al meglio servono numero giusti. L'Ispra ci darà indicazioni su quali sono gli animali in eccesso in determinati territori e che mettono a rischio altre specie e la loro stessa sopravvivenza. Su questo bisogna riflettere sempre partendo da dati scientifici".


