TRENTO. «La tragica scomparsa di Mattia Maestri, dopo un lunghissimo stato di coma legato al consumo di formaggio al latte crudo prodotto in Trentino, impone a tutta la comunità nazionale rispetto e il dovere della riflessione». Lo afferma l'onorevole di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì, intervenendo dopo la morte del ragazzo.

Per il parlamentare, «rispetto va anche alla battaglia del padre Giovanni Battista Maestri per una regolamentazione più incisiva nella comunicazione sui prodotti a latte crudo, come monito per la salute dei soggetti più a rischio». Urzì ricorda inoltre di aver presentato in passato una proposta di legge sul tema, senza che l'iter si sia concluso.

Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, negli ultimi anni «è aumentata la consapevolezza sui potenziali, seppur rari, rischi connessi al consumo di questi prodotti da parte di minori e anziani». A suo giudizio, molti caseifici «hanno tratto insegnamento dai casi più drammatici e oggi accompagnano i prodotti con avvertenze più chiare, ma la spinta deve essere verso un'informazione ancora più ampia».

Urzì sottolinea però che «i formaggi a latte crudo sono parte della cultura produttiva italiana e non vanno assolutamente criminalizzati. Sono prodotti di alta qualità e sinonimo di radici e identità». Allo stesso tempo, aggiunge, «come l'alcol non si vende ai bambini, così bisogna avere l'accortezza di non offrire questa tipologia di prodotto a chi rientra nelle fasce più critiche. Servono più informazione, più coscienza e una sempre maggiore specializzazione nelle filiere produttive per evitare contaminazioni».

«Lo si sta facendo, ma il futuro ci dice che dovremo ragionare ancora su come fare di più. Lo dobbiamo al piccolo Mattia Maestri», conclude l'onorevole Alessandro Urzì.