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TRENTO. Quella del prelievo salivare in alternativa al bastoncino nel naso per un test covid (molecolare) è una questione che da quasi un anno ormai solleva interrogativi sui ritardi e sull'attendismo istituzionale, malgrado si siano via via consolidate le evidenze sull'affidabilità di questo campione (paragoabile al classico pcr con tampone oro-naso-faringeo, più sensibile del test rapido).
A risultare per molti incomprensibile è la lentezza delle autorità competenti statali nel riconoscere l'affidabilità di questo metodo, sviluppato anche in Trentino dal Cibio,, assai meno invasivo, molto più comodo, decisamente più delicato nel caso dei bambini, tanto più in un Paese come l'Italia che, a differenza da altri, impone per esempio ai viaggiatori il tampone nasale anche a bimbi fin da due anni in su (altrove il limite in cui scatta l'obbligo di test è superiore, in Francia per esempio 11 anni, in Germania e Belgio 6, in Olanda 13, in Austria 10, in Svizzera 12).
In Trentino, dopo mesi di attesa, a metà giugno si sono avviati i test salivari a cura di Cibio e Apss, sia pure riservati in questa fase a bambini e ragazzi dei centri diurni e sportivi».
Ma concretamente come è partito questo progetto? Lo chiede alla giunta provinciale la consigliere provinciale Lucia Coppola.
L'esponente del Gruppo misto/Europa Verde chiede "se alle famiglie che sono state coinvolte in questo progetto sono stati illustrati i dettagli su come effettuare il prelievo, sulle modalità di consegna del kit e il ritiro del test effettuato, ed essendo il progetto su base volontaria, quante adesioni sono arrivate fino ad ora".
Coppola, ricordando che il progetto ora coinvolge i minori che frequentano i servizi estivi, i loro educatori e i volontari che svolgono tale attività chiede anche "quando i test salivari saranno disponibili anche per il resto della popolazione trentina e in caso di risposta e con quali modalità".
Nel complesso, gli studi disponibili indicano una sensibilità diagnostica variabile dei test molecolari su campioni di saliva, in relazione alla tecnica di raccolta: "una sensibilità maggiore è stata rilevata nella saliva orofaringea posteriore del primo mattino, mentre una sensibilità inferiore è stata osservata con la tecnica del general spitting, la raccolta della saliva accumulata a livello del pavimento orale".


