Meteo / Previsioni

Niente nevicate in quota fino a fine mese, ma oltre i duemila metri la coltre bianca resiste

Il manto supera i 35 centimetri dopo le nevicate delle settimane scorse. Da martedì si riaffacceranno i venti più freddi da nord. Il 2023 sarà quasi certamente l’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni partite nel 1921. Ma dopo due anni siccitosi si sta mostrando piuttosto piovoso

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TRENTINO
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di Giacomo Poletti

TRENTO. Le montagne trentine sono imbiancate ma non sembrano esserci prospettive di nuove nevicate fino a fine mese. Queste in estrema sintesi le previsioni per i prossimi giorni, che vedono semmai un'altalena nelle temperature specie in montagna: oggi ad esempio la colonnina è tornata a salire (come lo zero termico, a 3100 metri) ma da martedì si riaffacceranno i venti da nord, con una rinfrescata netta e cieli sereni.

Verso la fine della settimana invece nuova risalita termica, di 8°/10° in quota, per una rimonta anticiclonica con culmine venerdì 24. Per il prossimo week-end e per il prosieguo, come detto, i modelli meteorologici non vedono grandi break al netto delle consuete incertezze a lungo termine.

Niente neve per ora, quindi, una linea confermata da Meteotrentino: "Lunedì perlopiù soleggiato. Martedì e mercoledì soleggiato con ingresso di aria più fredda. Giovedì molto soleggiato con temperature nuovamente in aumento".

Di previsioni e di comunicazione si è parlato nel festival della meteorologia appena concluso a Rovereto, dove una parte preponderante è stata dedicata ai dati, sempre più precisi grazie a sistemi di rilevazione a terra e dallo spazio. Vediamoli, allora, i dati, a partire dalla neve in montagna.

Dai campi di Meteotrentino si scopre che attorno ai 2500 metri c'è un manto di circa 40 centimetri (42 cm ai 2530 metri del Grostè). Sui 2000 metri ci sono 30/35 centimetri: ad esempio ieri 34 cm al passo Manghen (2035 metri) e 31 cm ai 2084 metri del rifugio Viviani sopra Madonna di Campiglio. La soglia dei 20 centimetri si tocca scendendo a 1800/1900 metri (sul Tonale 20 cm ai 1875 metri del passo) mentre le prime tracce di neve si notano dai 1200/1400 metri. Va meglio in Austria: in Tirolo si supera il mezzo metro già a 1400 metri; in Trentino, almeno, a metà settimana si potrà sparare neve sulle piste in virtù del calo delle temperature.

Dopo due anni siccitosi il 2023 si sta mostrando comunque piuttosto piovoso. Tutte le principali stazioni meteo della Provincia risultano di poco sopra media sia come totali sia per giorni di pioggia. Una anomalia positiva più marcata ad Arco, beccata dai nubifragi del 30 ottobre che portarono alla chiusura della strada della Maza: nella stazione dell'Alto Garda sono caduti quest'anno 1164,2 millimetri contro una media storica di 897,0 millimetri. 86 i giorni di pioggia, superiori alla media di 80 giorni a questo punto dell'anno. Leggeri surplus anche a Trento (929,8 millimetri, la media sarebbe di 893,0 millimetri) a Malè, Tione, Cavalese e Borgo, tutte nella forbice dei 50-150 millimetri oltre la norma con i massimi nel sud della Provincia. Restano dei deficit solo considerando le piogge degli ultimi 2 anni (ad esempio nell'indice SPI, molto utilizzato per le valutazioni sulle falde acquifere profonde).

Le temperature sono un mondo a parte: il 2023 sarà quasi certamente l'anno più caldo dall'inizio delle rilevazioni partite nel 1921 e il dubbio, semmai, è solo che possa finire di poco dietro all'anno scorso. Meteotrentino, pochi giorni fa, ha certificato nei suoi report che i due mesi di ottobre più caldi degli ultimi 103 anni a Trento (cioè da quando si prendono dati nell'osservatorio della Laste) sono stati rispettivamente quelli del 2022 e del 2023.

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