Sanità / Il piano

Carenza di organico nelle Rsa trentine, l’incontro con l'assessora delude i sindacati: “Solo parole”

Cgil, Cisl e Uil: “Si è riservata una ulteriore riflessione per ulteriori eventuali incontri. Pur disponibili a proseguire sempre il dialogo è da sottolineare, ad oggi, la mancanza di prospettive concrete e soprattutto di risorse per affrontare le questioni poste. Registriamo un tentativo surrettizio di campagna elettorale”. Fenalt: pronti ad adottare le misure di protesta più opportune. Segnana: incontro proficuo

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TRENTO. “Il risultato dell’incontro politico in Assessorato alla Sanità appare deludente e fuori tempo massimo data la fine imminente della legislatura”: così esordiscono i Segretari Generali di Cgil FP ( Luigi Diaspro ) Cisl FP (Beppe Pallach) e UIL FPL EE.LL. (Marcella Tomasi).

“È dal 2021 che i solleciti dei Confederali si sono persi in Assessorato, per le criticità sollevate sul settore delle RSA, pubbliche e private, in forte sofferenza soprattutto per la difficoltà di reperimento di personale infermieristico ed il continuo abbandono di chi è in forza nelle strutture del Trentino. La situazione vissuta all’APSP Vannetti di Rovereto ne è il classico ed ultimo esempio quando, nella prospettiva di una nuova sede della Apsp, non è stato implementato il personale necessario”.

CGIL, CISL e UIL hanno ribadito la necessità di risposte prioritarie sul tema dell’attrattività dei professionisti sanitari verso queste strutture, fondamentali per i nostri anziani e per il territorio Trentino a partire dalla qualità dei servizi erogati e delle condizioni di lavoro degli addetti attraverso la contrattazione primaria e decentrata.  D’urgenza la messa in atto di scelte politiche strutturali nel tempo, che possano dare risposte e prospettive di sostenibilità ai futuri professionisti, per la partenza concreta di un tavolo tecnico sulle RSA per la risoluzione delle seguenti criticità:

  • le soglie d’accesso ai poli universitari delle professioni sanitarie
  • finanziamento dell’Ordinamento Professionale delle Autonomie Locali e del sistema indennitario
  • ulteriore finanziamento del bonus covid comprendendo anche personale ausiliario ed altre figure professionali;
  • Staffetta Generazionale, come nel settore privato;
  • revisione dei parametri sanitarie ed assistenziali
  • revisioni dei modelli organizzativi (carichi di lavoro, turnazione, adeguato recupero psico/fisico, mobilità fra enti ed intercompartimentale)
  • nuova visione di collaborazione fra le APSP con mappatura del territorio per collaborazioni allargate fra strutture;
  • Mappatura delle limitazioni alle mansioni.

L’Assessora si è riservata una ulteriore riflessione per ulteriori eventuali incontri. Pur disponibili a proseguire sempre il dialogo è da sottolineare, ad oggi, la mancanza di prospettive concrete e soprattutto di risorse per affrontare le questioni poste. Registriamo un tentativo surrettizio di campagna elettorale, che ha avuto, peraltro, orecchie attente da parte dei novelli “pifferai magici”, mentre i lavoratori del settore sono sempre più in affanno per i continui aumenti di carico di lavoro".

La posizione di Fenalt

"Nel 2018, quindi prima del Covid, la carenza di organico nelle 41 Apsp trentine provocava più di 15.000 rientri l'anno del personale da riposi e ferie, per un totale di circa 100.000 ore. Oggi le cose sono addirittura peggiorate". Così, il vice segretario generale della Fenalt, Roberto Moser, a margine della prima riunione del tavolo istituito dall'assessore provinciale alla sanità, Stefania Segnana, per discutere dei problemi delle Rsa trentine.

"Abbiamo chiesto all'assessore un più corretto inquadramento professionale per infermieri e fisioterapisti, la riqualificazione degli operatori socio-sanitari e soprattutto misure per aumentare l'attrattività del lavoro, come ad esempio, un contratto sanitario per evitare le fughe verso gli ospedali".

”Il parametro fra numero di operatori e numero di assistiti va rivisto in funzione delle singole realtà e della loro logistica. Inoltre non possiamo pensare che malati di Alzheimer convivano con anziani autosufficienti, ne va della qualità di vita degli uni e degli altri; come non è pensabile che soggetti affetti da gravi problemi comportamentali possano convivere con anziani in cerca di tranquillità. C'è un problema di sicurezza per ospiti e lavoratori", riporta il sindacalista, rilevando che il sindacato si riserverà di “adottare le misure di protesta più opportune" in caso di mancata risposta.

La posizione dell'assessora Segnana

“Si è trattato di un confronto utile - ha commentato l’assessore - durante il quale le organizzazioni sindacali oltre ad avanzare le proprie richieste hanno anche riconosciuto ed apprezzato gli sforzi messi in atto su più fronti dalla Giunta provinciale a sostegno del sistema delle APSP trentine. Pur nella complessità del percorso di questi anni, fortemente condizionato dall’emergenza Covid, sono molte le cose fatte per le strutture e per gli operatori, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista gestionale".

"Un lavoro che continuerà con la messa a regime dello Spazio Argento, grazie al quale le Rsa diverranno un presidio territoriale centrale per gli anziani fragili, e che ci vede impegnati anche con la sfida del PNRR, tramite il quale nei prossimi anni intendiamo potenziare l’assistenza territoriale, rafforzare le strutture, i servizi sanitari di prossimità e i servizi domiciliari, sviluppare soluzioni di telemedicina avanzata.”

Insieme all’assessore anche il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia, Giancarlo Ruscitti, e la dottoressa Micaela Gilli, responsabile dell’Ufficio politiche a favore delle persone non autosufficienti.

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