Animali / Il caso

L'Enpa: vanno sospese subito le ricerche dell'orso MJ5, condannato a morte dalla Provincia

L'Ente nazionale protezione animali torna sul caso dell'esemplare coinvolto nell'attacco in val di Rabbi e richiama le parole del responsabile fauna selvatica Ispra, Piero Genovesi: «Ha ipotizzato che la reazione dell'orso, colto di sorpresa, sia un naturale comportamento di autodifesa. E ha riferito che Trento non ha chiesto un parere all’Istituto»

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TRENTO. Nuovo affondo del mondo animalista contro l'intenzione della Provincia di catturare l'orso condannato a morte MJ5, individuato come il protagonista di un attacco in val di Rabbi nel quale una persona è rimasta ferita in modo non grave.

Sul caso, che sta scatenando molteplici reazioni negative, interviene oggi, 24 marzo, nuovamente l'Enpa (Ente nazionale protezione animali), che chiede di sospendere immediatamente ricerca, cattura e abbattimento MJ5.

«Non avete chiesto parere dell'Ispra e in caso di 'incidenti' denunceremo esecutori materiali e decisori pubblici», scrive l'associazione in una nota stampa diffusa oggi pomeriggio.

Sulla questione del parere Ispra era intervenuta due giorni fa lo stesso servizio forestale: «In merito ad alcune voci che stanno circolando in queste ore, si rende necessario precisare che ad oggi non è stato acquisito alcun parere di Ispra finalizzato alla rimozione dell’orso MJ5. Si fa inoltre presente che la cattura finalizzata alla sola radiocollarizzazione per il monitoraggio di esemplari problematici non necessita di ulteriori autorizzazioni rispetto a quella già in vigore per tale scopo e che il presidente della Provincia ha rilasciato con il parere favorevole di Ispra già prima dell'aggressione avvenuta lo scorso 5 marzo», scrive piazza Dante in un comunicato stampa.

Ma l’Ente nazionale protezione animali vuole che l'orso MJ5, che ha 18 anni e prima del 5 marzo non aveva mai dato problemi, venga semplicemente lasciato in pace.

«Chiediamo con urgenza alla Provincia autonoma di Trento di sospendere immediatamente le operazioni finalizzate all’individuazione, alla cattura e all’uccisione dell’orso MJ5, alla luce di quanto detto dal responsabile fauna selvatica dell’Ispra, Piero Genovesi, nella puntata odierna di Uno Mattina.

Durante la trasmissione il professor Genovesi, ipotizzando che la reazione di MJ5, 'colto di sorpresa', sia riconducibile ad un naturale comportamento di autodifesa, ha spiegato che la Provincia di Trento non ha ancora chiesto all’Istituto alcun parere circa la possibile uccisione dell’orso.

Nella stessa circostanza - prosegue l'Enpa - è stato chiaramente ricordato come il parere dell’Ispra sia assolutamente obbligatorio per l’amministrazione provinciale. Secondo Enpa, ciò pone già oggi l’amministrazione della Provincia di Trento in una posizione difficilmente sostenibile sotto il profilo legale».

L'associazione animalista ribadisce quindi quanto da più parti è stato affermato nelle ultime settimane: «La condanna a morte di MJ5 - dice l'Enpa - non è soltanto una decisione che ripugna alle coscienze, dei trentini e di tutti gli italiani, ma è anche un atto che viola le norme italiane ed europee. Così facendo, la Provincia autonoma di Trento si colloca in una cornice di illegalità che il nostro ufficio legale non mancherà di far rilevare nelle opportune sedi giudiziarie».

L’Enpa che nei giorni scorsi aveva presentato a Ispra una richiesta di accesso agli atti proprio per comprendere quali passi avesse compiuto l’amministrazione provinciale trentina e quali documenti fossero stati prodotti al riguardo.

«L’arbitrio dimostrato in questa circostanza dalla Provincia - aggiunge l'Enpa - acuisce ancora di più la nostra preoccupazione per quanto sta accadendo sul campo. Identificare a vista MJ5 è impossibile per trovarlo il corpo forestale potrebbe dover catturare e sedare un certo numero di esemplari di orso e questo aumenta esponenzialmente il rischio di 'incidenti'».

Infine, la minaccia di azioni legali nei riguardi dell'ente puibblico trentino: «Nel caso in cui un orso dovesse vedere compromessa la propria integrità fisica o dovesse morire, tanto più se ciò accadesse a fronte di un rifiuto della Provincia di sospendere le ricerche, l’ufficio legale di Enpa denuncerà per maltrattamento e/o uccisione di animali non soltanto gli esecutori materiali del fatto ma, anche e soprattutto, i decisori politico-istituzionali», conclude l'Enpa.

Nella tabella qui sotto, elaborata da attivisti di gruppi animalisti, l'analisi sulla base dei dati ufficiali delle vicende degli orsi in Trentino nei vent'anni di vita del progetto di reintroduzione.

In totale risulta che 47 animali su 150 sono al centro di un "caso". Tutti i dati sono ricavati dai Rapporti Orso annuali redatti dai forestali della Provincia e dai comunicati stampa dell'ente pubblico, e sono stati poi elaborati nella tabella da Stefania Panozzo e Alessandro Ghezzer.

 

 

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