Il caso / L’inchiesta

Ginecologa scomparsa, altri racconti shock: “In sala operatoria volavano ferri chirurgici”

Lo ha raccontato a Chi l’ha visto una persona che lavora nel reparto del Santa Chiara dove era in servizio Sara Pedri, la 31enne di Forlì di cui non si hanno più notizie da marzo. La famiglia chiede la verità

IL VIDEO Le tappe della vicenda
IL RACCONTO "In quel reparto umiliazioni"

TRENTO. Continua a tenere banco a livello nazionale il caso di Sara Pedri, la ginecologa di cui non si hanno più notizie dall’inizio di marzo. Anche ieri sera, mercoledì 16 giugno, la trasmissione televisiva Chi l’ha visto è tornata ad occuparsi della vicenda della dottoressa. 

Dal racconto di una serie di persone che, a volto coperto, hanno dato la loro testimonianza, sono emersi dettagli importanti. Ad esempio che la procura di Trento già da qualche mese sta indagando sul caso e ha sentito alcuni colleghi (più di cinque) della ginecologa.

Particolarmente pesante il racconto di una persone che lavorava con Sara al Santa Chiara. «In sala operatoria – ha raccontato – c’erano ferri chirurgici che volavano verso le persone, anche per un nonnulla. Ginecologi che erano bravi venivano allontanati dalla sala operatoria. Ti fanno sentire una nullità, cercano di trovare lo sbaglio anche se non c’è, pur di metterti in crisi. È il momento di parlare, perché non ci sia un’altra Sara».

La scomparsa nel nulla di Sara Pedri: le tappe della vicenda

Dai primi giorni dello scorso mesi di marzo non si hanno più notizie di Sara Pedri. La ginecologa 31enne, originaria di Forlì e già in forze all’ospedale di Trento e di Cles, è sparita nel nulla. Le ultime tracce sono l’auto parcheggiata a Mostizzolo e il telefono trovato all’interno del mezzo



È intervenuta pure Eugenia, una ginecologa che tempo addietro ha lavorato al Santa Chiara: «Mobbing, accanimento, cose disumane. Ho chiesto aiuto ma ho trovato un clima di omertà a tutti i livelli, anche da quello del vertice dell’azienda». Ha parlato, inoltre, un medico che se n’è andato dal Santa Chiara (un reparto diverso dalla Ginecologia) proprio per il clima pesante che c’era. 

La famiglia della dottoressa continua a chiedere di far luce sulla scomparsa della loro Sara: “Non bisogna mollare, ha vissuto un inferno. Vogliamo sapere tutta la verità”. 

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