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TRENTO. «Affermazioni gravissime che coinvolgono tutto il mondo del volontariato civile che si impegna, ogni giorno, per la gestione e la conservazione del nostro territorio».
Non usa mezzi termini il presidente dell'Associazione Nazionale Alpini di Trento Paolo Frizzi in merito alle parole del consigliere della Lista Fassa Luca Guglielmi sulla correlazione tra gli incidenti mortali in montagna e la presunta mancanza di manutenzione dei sentieri parte della Sat. E sul tema il capogruppo delle penne nere è chiaro: «La montagna è di tutti, ma non per tutti. È pericoloso dare responsabilità a chi non ne ha».
Presidente, cosa pensa delle parole di Guglielmi?
Si tratta di affermazioni gravissime che coinvolgono tutto il mondo del volontariato civile che si impegna ogni giorno per la gestione e la conservazione del nostro territorio. Abbiamo anche noi dei sentieri in gestione, e addirittura un rifugio che è il Contrin.
A preoccuparla è la correlazione tra i morti in montagna e la gestione dei sentieri?
Esattamente. È un sillogismo che non possiamo accettare. Addirittura direi una sorta di affermazione da «Tafazzi». E lo dico per cercare di ridere su affermazioni su cui non c'è niente da ridere. Io soprattutto mi chiedo qual è il motivo di un'affermazione del genere che, per usare una terminologia di questi giorni, cade come una fulmine a cielo sereno.
Il tema, insomma, rimane sempre quello di come si affronta la montagna…
Partiamo da una logica: la montagna è di tutti ma non è per tutti. Quindi non possiamo permetterci di spostare il fronte dell'attenzione da quelle che devono essere la responsabilità di ciascuno di noi che affronta la montagna, a quelle che sono le responsabilità di chi ha l'obbligo e il dovere di mantenere i sentieri. È pericolosissimo confondere questi due piani. Il fatto che a fare questo sia una persona che vive in un territorio montano, e che quindi dovrebbe ben conoscere le leggi della montagna, è ancora più grave. La prima regola della montagna è sempre quella: anche la più facile nasconde le sue insidie. Ma non certo per chi fa la manutenzione dei sentieri.
Solidarietà quindi alla Sat?
Assolutamente. Facciamo fronte comune e rimandiamo al mittente le accuse. Se penso a questa gente, che ci mette del proprio sottraendo tempo alla famiglia, al lavoro, al divertimento, e magari ci mette anche dei soldi tra macchina e benzina, e poi si sentono dire che sono colpevoli. Ma schermiamo? È di un'offensività unica. Da noi piena solidarietà alla Sat e chiediamo alla politica, per cortesia, di evitare di percorrere certi «sentieri verbali» che sono quantomeno pericolosi.


