TRENTO. Si è concluso con il ritiro del documento, dopo un acceso confronto politico, il dibattito ieri in Consiglio provinciale sull'ordine del giorno presentato da Luca Guglielmi (Lista Fassa) dedicato alla manutenzione della rete sentieristica trentina. La proposta impegnava la Giunta a sollecitare la SAT a garantire una regolare manutenzione dei sentieri e a valutare la possibilità, sotto il profilo tecnico ed economico, che la Provincia subentrasse direttamente alla Società Alpinisti Tridentini nella gestione del servizio, riallocando le relative risorse.

La proposta ha provocato la dura reazione delle opposizioni, che hanno difeso il ruolo storico della SAT, considerata un pilastro della cultura della montagna trentina e del volontariato alpino. Francesco Valduga, Alessio Manica e Paola Demagri hanno definito il testo offensivo nei confronti dell'associazione, mentre Andrea de Bertolini ha annunciato la non partecipazione al voto, contestando in particolare alcuni passaggi delle premesse che, a suo giudizio, lascerebbero intendere profili di responsabilità penale collegati a presunti incidenti dovuti alla carenza di manutenzione.

Nel difendere il proprio ordine del giorno, Luca Guglielmi ha respinto le accuse di voler attaccare la SAT, sostenendo invece la necessità di far rispettare gli obblighi previsti dalla normativa e dalle convenzioni in essere. Secondo il consigliere, gli interventi di manutenzione potrebbero essere affidati anche tramite appalti, nel pieno rispetto del lavoro svolto dai volontari. Alla ripresa della discussione, dopo una pausa chiesta dall'assessora Giulia Zanotelli per confrontarsi con l'assessore competente Roberto Failoni, Guglielmi ha richiamato alcune criticità riscontrate in Marmolada, definite "vergognose", ribadendo che il tema centrale riguarda il rispetto delle leggi e dei contratti.

Nel dibattito è intervenuto anche Filippo Degasperi, che ha interpretato la proposta come un'apertura a un modello di gestione della montagna ispirato ai rangers retribuiti, invitando invece a valorizzare il dialogo con la SAT e il patrimonio del volontariato. Sulla stessa linea Lucia Coppola, che ha chiesto alla Giunta di respingere il documento, sostenendo che la SAT rappresenta un patrimonio di competenze e di impegno che non può essere messo in discussione attraverso simili insinuazioni.

A chiudere il confronto è stato ancora Francesco Valduga, che ha rivendicato il valore identitario della SAT e del volontariato alpino, sottolineando come il modello dei rangers rappresenti una visione della montagna estranea alla tradizione trentina. "Non offendiamo i rangers – ha affermato – ma incarnano un modello di fruizione diverso dal nostro: in Trentino la montagna non è soltanto turismo ed economia, ma anche una dimensione culturale e spirituale costruita negli anni insieme alla SAT". Una posizione condivisa anche da Manica e Degasperi, che hanno ribadito la contrarietà al documento, inducendo infine Guglielmi a ritirare l'ordine del giorno prima della votazione.