PRIMIERO. Questa stagione invernale c'è un solo bambino classe 2018, categoria Baby, primo anno di gare, che si è iscritto al settore agonistico dello sci alpino dell'Us Primiero. Si fanno meno figli di una volta, le opportunità sportive e ricreative sono di più rispetto al passato, lo sci è uno sport sempre più costoso e l'agonismo richiede un grande impegno, ma per il responsabile di sezione Walter Crepaz la carenza di numeri è dovuta anche al proliferare di offerte e corsi per bambini residenti promossi da associazioni sportive che storicamente non si sono mai occupate di sci alpino.

«La frammentazione dell'offerta formativa per i più piccoli è un rischio per il vivaio agonistico», ha scritto Crepaz su Facebook, con una lunga e interessante riflessione sul futuro dei giovani atleti e di uno sci alpino agonistico a Primiero considerato un patrimonio da tutelare.

Per Crepaz «si è creata una miriade di proposte, talvolta improvvisate, che stanno generando una sorta di caos organizzativo e una frammentazione che non è ottimale per le famiglie e per i ragazzi».

Il riferimento è ad altre società locali come Gs Pavione e Us Vanoi, ma anche alla Scuola sci Dolomiti di San Martino di Castrozza, tutte realtà che hanno cominciato a fare dei corsi per i bambini piccoli, ma senza prevedere poi la possibilità per gli stessi di proseguire con l'agonismo.

«Un bambino che inizia il percorso sciistico in una realtà che non dispone di un settore agonistico difficilmente proseguirà la carriera sportiva. Mancando un punto di riferimento, rischia di abbandonare lo sport prematuramente».

Questa condizione nel tempo porta a una inevitabile riduzione degli iscritti ai corsi agonistici e, in ottica futura, alla mancanza di maestri in una località turistica che continua a fare dello sci uno dei suoi pilastri.

«I maestri che oggi operano sul territorio sono quasi tutti transitati dalla nostra sezione: è lo Sci Club che, storicamente, porta avanti il movimento dalle prime nevi fino alle selezioni maestri. Ogni anno due o tre nostri ex atleti ottengono la licenza per insegnare, ma nel futuro potrebbe non essere più così».