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PRIMIERO. Imparare a gestire una mandria, mungere correttamente, produrre formaggi e ricotta, organizzare i pascoli e valorizzare i prodotti. Ma anche conoscere le regole sulla sicurezza, affrontare la presenza dei grandi carnivori e utilizzare i cani da guardiania. È partito oggi, 7 settembre, a Malga Juribello il primo corso teorico-pratico dedicato al futuro degli alpeggi trentini.
La prima edizione coinvolge 11 partecipanti ed è organizzata dalla Fondazione Edmund Mach insieme alla Provincia autonoma di Trento. Il progetto nasce da un percorso per valorizzare la zootecnia trentina che vede coinvolti anche Federazione provinciale allevatori, Trentino Marketing e Camera di Commercio di Trento.
All’apertura è intervenuta l’assessore provinciale all’Agricoltura Giulia Zanotelli. «Oggi siamo qui come Giunta provinciale per testimoniare l’apprezzamento verso questo percorso che è partito e che vorremmo continuare a portare avanti a favore del territorio trentino», ha spiegato. L’obiettivo, ha aggiunto, è «potenziare ancora di più le attività zootecniche sulle nostre malghe» e permettere al comparto di proseguire valorizzando le produzioni locali.
Il corso prevede due differenti percorsi professionali: quello per gestore di malga e quello per operatore. Il primo approfondisce anche gli obblighi del datore di lavoro e la sicurezza, mentre il secondo è maggiormente concentrato sulle attività pratiche quotidiane. Le lezioni sono affidate a tecnici, veterinari ed esperti della Fondazione Edmund Mach e di altre realtà del territorio.
La prima fase si svolge dal 7 al 12 settembre a Malga Juribello, struttura di proprietà della Provincia gestita dalla Federazione provinciale allevatori nel Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino. L’impostazione è quella di una formazione immersiva: alla teoria si affianca direttamente il lavoro quotidiano dell’alpeggio, recuperando conoscenze e tecniche tradizionalmente legate alla figura del malgaro.
Il programma spazia dalla gestione della mandria al benessere animale, passando per salute della mammella, mungitura, alimentazione, risorse foraggere e aspetti veterinari, zootecnici e agronomici. Parte delle attività viene svolta direttamente sui pascoli.
Un capitolo importante riguarda la trasformazione del latte. I partecipanti si cimenteranno nella produzione di formaggi duri e molli e di ricotta, affiancando alla lavorazione anche analisi sensoriale e degustazione. Spazio inoltre alle tecniche di vendita e alla promozione dei prodotti realizzati in malga.
«Il corso mira a valorizzare gli alpeggi e, attraverso un percorso formativo, anche le persone che coordinano e gestiscono le attività», ha spiegato Maurizio Bottura, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della Fem. Per il presidente della Federazione provinciale allevatori Giacomo Broch, la formazione è fondamentale perché «gli alpeggi sono la storia e cultura del nostro Trentino».
Dopo la settimana in quota, il percorso proseguirà dal 28 settembre al primo ottobre alla Fondazione Edmund Mach con quattro giornate prevalentemente teoriche. Si parlerà di sicurezza alimentare e Haccp, rischio microbiologico, salute della mandria, documentazione, bandi e modalità di assegnazione delle malghe.
La formazione comprenderà anche agriturismo, marketing e valorizzazione dei prodotti, oltre a due temi sempre più presenti nella gestione degli alpeggi: i grandi carnivori e i cani da guardiania. Al termine del percorso saranno consegnati gli attestati.


