NOVALEDO. Se è vero che l'acqua è un bene prezioso, tanto da essere definita anche l'oro bianco, in molte famiglie del paese ora il suo valore è salito. E non di poco. Lo si evince dalle tariffe per il servizio idrico presenti nelle bollette, spedite in questi giorni da Amambiente spa, gestore da alcuni anni del servizio per conto del Comune. Costi notevolmente lievitati rispetto al passato, anche e soprattutto nella quota variabile. Se per le tariffe agevolate (fino a 100 metri cubi) e base (da 101 a 200 metri cubi) si parla in media di 1 euro a metro cubo, nel caso della tariffa maggiorata, oltre 201 metri cubi, si passa dai 2,7938 euro del 2025 a 9,6540 euro a metro cubo per l'anno in corso.

In paese, da qualche giorno, non si parla d'altro tanto che, al termine del consiglio comunale di lunedì sera, circa venti persone hanno avuto un primo incontro con il sindaco Diego Margon per chiedere chiarimenti. Si è formato anche un comitato spontaneo di cittadini. «L'acqua è un bene comune e non è possibile - ci raccontano quando li incontriamo - che, confrontando le tariffe applicate a Novaledo con quelle di altri comuni, ci siano differenze così elevate. Nel caso della tariffa maggiorata a Novaledo si parla di costi triplicati rispetto al 2025».

In tanti si sono rivolti ad Amambiente, altrettanti in Comune. Le bollette, infatti, sono relative al primo semestre, significa che, se tutto resta invariato, a fine anno ne arriveranno altre con gli stessi importi. «Al sindaco abbiamo chiesto di convocare quanto prima una serata pubblica con Amambiente: ci sembra sia il minimo, visto che, a parte le due delibere di giunta 116 e 117 del 22 dicembre scorso che hanno fissato le tariffe del servizio idrico, non è stata fatta nessuna comunicazione ai cittadini».

Un esempio dei rincari? Un utente che consuma 300 metri cubi nel primo semestre, per la sola quota variabile, pagava in bolletta complessivamente 424,06 euro nel 2025, mentre quest'anno ne paga 1.299,47.

Le bollette di Amambiente vanno pagate entro il 25 settembre e a Novaledo ci sono 600 contratti in essere per il servizio idrico, di cui 559 domestici. In Bassa Valsugana non c'è nessun comune con costi così elevati, sia nella quota fissa che in quella variabile. E i dati, quelli elaborati dal comitato spontaneo dei cittadini di Novaledo, dimostrano forti disparità non solo con comuni come Borgo e Grigno, dove il servizio è gestito dalla stessa Amambiente. Anche con il vicino paese di Levico.

«Se una famiglia si trova nella tariffa maggiorata, paga oltre 53 volte il costo a metro cubo di una famiglia levicense con gli stessi consumi. C'è qualcosa che non torna e chiediamo a Comune e Amambiente di porre rimedio a tutto ciò».

Al sindaco è stato chiesto di indire una serata pubblica. «La faremo e credo che la data più probabile sia verso la metà di settembre. Ad Amambiente abbiamo chiesto di raccogliere tutti i dati e le informazioni possibili per dare risposte chiare ed esaustive ai cittadini». Così Diego Margon che, in merito agli aumenti in bolletta riferiti alla quota variabile, precisa come «il 71% delle utenze abbia consumi fino a 100 metri cubi, il 26% goda della tariffa base e solo il 3% degli utenti abbia consumi oltre i 201 metri cubi. Detto ciò ribadisco che faremo tutte le verifiche del caso, cercando di capire come muoverci sia nel breve che nel medio periodo. Su una cosa voglio essere chiaro: gli interventi di manutenzione ordinaria e, soprattutto, straordinari all'acquedotto comunale sono indispensabili per la nostra comunità. E non più rinviabili».

Il comitato dei cittadini di Novaledo non molla la presa. «Se ci sono stati errori o leggerezze è bene che qualcuno, Comune o Amambiente che sia, vi ponga rimedio. Queste tariffe vanno riviste, senza se e senza ma. L'acqua è un bene prezioso ma non vogliamo continuare a pagarla a peso d'oro. C'è un limite a tutto e questo limite, con le recenti bollette, è stato superato».