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BRENTONICO. Prima la denuncia di due consiglieri comunali sulla presunta dispersione di liquami nei pascoli del Monte Baldo, poi la replica della Sat, che precisa: l’impianto di trattamento dei reflui del rifugio Altissimo “Damiano Chiesa” è regolarmente autorizzato e non ci sarebbero scarichi diretti e non trattati sul terreno.
Il caso è stato sollevato in municipio a Brentonico da Mauro Dossi e Luca Schelfi, consiglieri del gruppo “Fare Bene per Brentonico”, attraverso un’interpellanza riguardante il sistema di gestione delle acque reflue del rifugio, struttura di proprietà della Sat Centrale situata a 2.060 metri di quota e tra le più frequentate del Monte Baldo.
Secondo quanto riportato dai due consiglieri, alcuni anni fa sarebbero state realizzate le condotte fognarie a servizio del rifugio, con il convogliamento dei reflui a valle di Malga Tolghe. Dossi e Schelfi sostengono tuttavia che non risulterebbe realizzato «alcun impianto di depurazione o recapito finale a norma di legge».
A sostegno dell'interpellanza viene citato un sopralluogo effettuato il 22 agosto. In quell'occasione i consiglieri affermano di aver constatato che i liquami, una volta convogliati a valle della malga, finirebbero «prima in due pozzetti stracolmi per poi disperdersi direttamente sul terreno, formando una fogna a cielo aperto».
Una ricostruzione alla quale ora replica direttamente la Sat, precisando che l’impianto di trattamento e dispersione dei reflui del rifugio Altissimo è regolarmente autorizzato e che i relativi punti di scarico risultano individuati nel Piano stralcio delle acque della Provincia autonoma di Trento.
Secondo quanto spiegato dalla società alpinistica, il sistema serve non soltanto il rifugio Altissimo, ma anche altre strutture presenti nell’area ed è costituito da una vasca Imhoff e da un disoleatore, così come previsto dalle autorizzazioni rilasciate.
La Sat sottolinea inoltre che l’impianto viene regolarmente sottoposto a verifiche e controlli da parte dei soggetti competenti. Respinta, quindi, la ricostruzione secondo la quale si sarebbe in presenza di reflui scaricati direttamente sul terreno senza alcun trattamento.
«Non si tratta di scarichi diretti e non trattati nel terreno», precisa infatti la Sat, spiegando che quello presente sul Monte Baldo è invece «un sistema autorizzato di trattamento e successiva dispersione dei reflui, realizzato secondo le prescrizioni previste».
Nella loro interpellanza Dossi e Schelfi avevano posto l’accento anche sulla destinazione dei terreni interessati. Durante la stagione estiva, ricordano, il pascolo viene regolarmente utilizzato per la monticatura delle mucche. Da qui la richiesta di verificare eventuali rischi per la filiera zootecnica, per gli operatori e per l'ambiente.
Un altro aspetto sollevato dai consiglieri riguarda infatti la particolare collocazione del rifugio, che si trova interamente all’interno del Parco Naturale locale del Monte Baldo, in una zona caratterizzata da un'elevata presenza di turisti ed escursionisti durante la stagione di apertura. Secondo Dossi e Schelfi, l'eventuale dispersione di reflui non trattati rappresenterebbe un possibile fattore di rischio per il suolo e le falde acquifere.
La Sat, però, ribadisce che il sistema presente nell'area rispetta le prescrizioni previste dalle autorizzazioni. La società si dice inoltre disponibile a fornire tutta la documentazione tecnica e autorizzativa relativa all'impianto e a collaborare per eventuali ulteriori verifiche da parte degli enti competenti.
L’interpellanza chiede comunque al Comune di Brentonico di chiarire se fosse già a conoscenza della situazione segnalata e quali controlli siano stati effettuati. I due consiglieri domandano inoltre se esista un progetto o un accordo tra amministrazione comunale e Sat per eventuali interventi sul sistema di trattamento e gestione dei reflui.
La questione passa quindi ora sul piano delle verifiche tecniche e amministrative: da una parte le condizioni riscontrate e denunciate dai due consiglieri durante il sopralluogo, dall'altra la Sat, che assicura la piena regolarità dell'impianto e mette a disposizione degli enti la relativa documentazione.



