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BRENTONICO. Via libera al nuovo regolamento comunale sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari in prossimità dei centri abitati e dei luoghi sensibili. Il Consiglio comunale di Brentonico ha approvato il testo che introduce regole più restrittive rispetto alla normativa provinciale, con maggiori distanze di sicurezza dalle abitazioni, limitazioni agli orari dei trattamenti e nuove misure di tutela ambientale. Ora la parola passa alla Commissione referendaria provinciale, chiamata a stabilire entro l’11 novembre se le nuove disposizioni rispondano alle richieste avanzate dai promotori del referendum.
L’approvazione è arrivata al termine di un confronto politico che ha visto la maggioranza compatta e le opposizioni divise. A favore hanno votato i 12 consiglieri delle liste Progetto comune, Noi per Brentonico e Officina civica, ai quali si è aggiunto Luca Schelfi di Fare bene per Brentonico. Contrario il collega di lista Mauro Dossi, mentre Insieme si può si è divisa tra voti contrari e astensioni. Nel testo diffuso vengono indicati complessivamente 13 favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti, anche se l’intestazione riporta un conteggio differente.
La seduta è stata accompagnata dalla presenza dei rappresentanti delle due realtà maggiormente coinvolte nella discussione. Davanti al municipio si sono radunati alcuni esponenti del Comitato biodiversità e salute, mentre nell’aula consiliare hanno assistito ai lavori numerosi agricoltori, riconoscibili dai cappellini gialli di Coldiretti. Una partecipazione che ha reso evidente quanto il tema sia sentito sull’altopiano.
Il regolamento nasce da un tavolo di lavoro che ha coinvolto consiglieri comunali, rappresentanti del Comitato, della Cantina Mori Colli Zugna e dei produttori agricoli. L’obiettivo è stato individuare un equilibrio tra la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell’ambiente e le esigenze di chi lavora la terra. Il testo era già stato approvato dalla Commissione comunale regolamenti con quattro voti favorevoli e uno contrario.
Una delle principali novità riguarda le distanze di rispetto. La fascia standard tra le aree trattate e i centri abitati o i luoghi sensibili passa da 30 a 50 metri, con un incremento del 66%. Anche utilizzando tecnologie antideriva, la distanza minima sale da 5 a 15 metri. Potrà essere ridotta a 10 metri soltanto in presenza contemporanea di specifiche soluzioni tecnologiche e di una barriera vegetale continua.
Il nuovo regolamento introduce inoltre l’obbligo generalizzato della certificazione di difesa integrata SQNPI, con l’obiettivo di limitare l’impiego di prodotti ad alto impatto e ricondurre i trattamenti ai protocolli provinciali. Restano in vigore i divieti previsti per le sostanze tossiche e per quelle caratterizzate da particolari indicazioni di rischio.
Cambiano anche gli orari consentiti per i trattamenti nelle vicinanze delle abitazioni. Le operazioni potranno essere effettuate esclusivamente nelle tre ore successive all’alba e nelle tre ore precedenti il tramonto, evitando le ore centrali della giornata. Saranno inoltre vietate in presenza di pioggia, con vento pari o superiore a tre metri al secondo oppure quando la temperatura supera i 28 gradi.
Particolare attenzione viene riservata alla protezione delle risorse idriche e della biodiversità. Il testo prevede una fascia di rispetto di almeno 4 metri da corsi d’acqua, sorgenti, pozzi e abbeveratoi, che sale a 10 metri per le captazioni di acqua potabile. È inoltre vietato utilizzare prodotti tossici per le api durante la fioritura, mentre specifiche misure antideriva dovranno proteggere le coltivazioni biologiche dalle contaminazioni accidentali.
Sono previste disposizioni differenziate per i piccoli appezzamenti inferiori a 2.000 metri quadrati, destinati all’autoconsumo familiare e coltivati da soggetti non professionisti. Per queste superfici continueranno ad applicarsi le prescrizioni provinciali, con l’obiettivo di evitare l’abbandono dei terrazzamenti storici e dei terreni montani, importanti anche per la tutela del paesaggio e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Il provvedimento riguarda esclusivamente l’impiego dei fitofarmaci e non disciplina l’arrivo di nuove grandi aziende agricole sull’altopiano di Brentonico. Quest’ultima questione potrà essere affrontata attraverso il Piano regolatore comunale, il cui iter è già stato avviato.
Resta ora da sciogliere il nodo del referendum. La Commissione provinciale dovrà valutare il regolamento nella sua versione definitivamente approvata dal Consiglio comunale. Se riterrà che le nuove norme soddisfino le richieste referendarie, la consultazione non si terrà. In caso contrario, dovrà essere indetta.
La procedura ha suscitato perplessità anche tra alcuni consiglieri, tra cui Giulio Gottardi, che ha motivato la propria astensione con dubbi sull’iter. La Commissione provinciale, tuttavia, è chiamata a pronunciarsi soltanto su un regolamento già approvato e non su bozze preliminari. La decisione è attesa entro mercoledì 11 novembre 2026.

