FOLGARIA. «Cento metri sono lo specchio della libertà. Vedo le montagne, il loro orizzonte, è magnifico». Così Michel Roccati, atleta paraplegico con lesione midollare completa, che è riuscito a sciare in piedi in autonomia per 100 metri. Il "miracolo" è accaduto a Folgaria sull'Alpe Cimbra.

Sulle piste di Folgaria è infatti andato in scena il progetto "Beyond human potential", oltre il potenziale umano. Il mezzo che ha consentito a Roccati di sciare è il risultato di un percorso di ricerca e sviluppo, uno studio tecnologicamente molto avanzato che ha permesso a Michel, collegato con degli elettrodi alla schiena, di poter sperimentare un sistema medico che può aprire mille possibilità.

Siamo all'inizio di una nuova era, di una ricerca che potrebbe nell'ambito di progetti specifici dare speranza, forza d'animo e una prospettiva concreta ai molti ragazzi che a causa di lesioni midollari non possono camminare.

Michel, nato a Torino, è stato un grande atleta nel nuoto. Purtroppo un tremendo incidente in moto lo ha ferito in maniera seria al midollo.«Vedere Michel sciare in piedi è stato qualcosa che va oltre la soddisfazione per un risultato tecnico - racconta Tommaso Balasso della scuola sci folgaretana "Scie di passione" e promotore del progetto insieme a Roccati -. Vederlo sciare è stato un momento carico di emozione, perchè dentro quei metri c'era tutto il lavoro di questi mesi; i tentativi, gli errori, ma soprattutto le persone. Penso ai volontari, a chi ha creduto in questa impresa fin dall'inizio, spesso senza sapere dove saremmo arrivati. Quando Michel ha iniziato a scendere, lì in pista non c'era solo lui: c'era tutta la grande squadra che, in quel momento , stava scendendo con lui».

«Quando ho iniziato a scivolare in piedi ho sentito qualcosa che non provavo da anni, la libertà - racconta Roccati -. Quella non era solo una discesa, erano centro metri in cui il mio corpo faceva qualcosa che sembrava impossibile. In quel momento non pensavo al record, pensavo solo che stava succedendo davvero. È stata un'emozione potentissima , difficile da spiegare, ma che ti resta dentro».

Con questo risultato, si conclude la fase finale di sperimentazione trasformando una ipotesi mai realizzata prima in un traguardo concreto e aprendo nuove prospettive nello sport e nella ricerca applicata alla disabilità.